giovedì 23 maggio 2019

In tutto c'è stata bellezza

Un libro che ho letto per caso, reperito grazie alla possibilità offerta da IBS di leggere un'anteprima da recensire e avere così una copia omaggio. Non conoscevo Vilas, è l'unico suo libro che ho letto. Scorrevole e facile da leggere, a volte un po' stanco, ma di una stanchezza che ha a che vedere con quello che lo scrittore propone, cioè un libro sul ricordo, sulla morte dei propri genitori, sugli avi e su tutto ciò che è perduto per sempre ma riecheggia nel presente. C'è il rimpianto di ciò che non si è detto o non si è fatto e c'è la consapevolezza che ciò che è lasciato è perso. Quello che non condividiamo con i nostri genitori è occasione mancata e non torna. A un certo punto ci rendiamoconto che sono quasi degli sconosciuti i nostri genitori, non conosciamo le loro passioni e i loro segreti. I morti ci si ripresentano come fantasmi, spiriti di un passato irrecuperabile, che è però tutto ciò che abbiamo. Siamo fatti solo di ricordi e compiamo azioni solo per poterle ricordare.

giovedì 28 marzo 2019

Guardate le stelle invece dei vostri piedi...


Che dire... Leggetelo! Ogni volta che leggi un libro di Hawking ne esci devastato... e questo non fa differenza. Quest'ultimo ricordo di Stephen non è altro che una raccolta di sue risposte a domande che ognuno di noi si pone: perché viviamo?, esiste un dio?, la razza umana sopravvivrà allo sviluppo tecnologico? ecc.
Probabilmente più accessibile di altri suoi testi divulgativi (che sono comunque sempre scritti per un pubblico di non esperti di fisica teorica) cattura l'attenzione proprio per la pesantezza delle domande. E non aspettatevi risposte accomodanti. Con la giusta dose di ironia Hawking ci apre gli occhi e ci ricorda che gli esseri umani non sono poi così intelligenti se non si chiedono come poter sopravvivere. Ci sono concetti bellissimi in questo libro, sulla relatività del tempo e la sua nascita, sulla composizione dell'universo e sulla sua nascita. C'è un ammonimento a non dare nulla per scontato. La terra verrà devastata da un impatto con un asteroide? Certo, è sono questione di tempo. L'intelligenza artificiale supererà quella del suo creatore? Certo, è sono questione di tempo. L'uomo potrà sopravvivere come specie sul solo pianeta Terra? No, di certo. Dovrà viaggiare nello spazio e trovare altri luoghi. Siamo curiosi, siamo esploratori. Forse è per questo che siamo qui: per andarcene.

lunedì 25 marzo 2019

Ciao Mark

Un saluto a Mark Hollis, che ci lascia e che non dimenticherò mai. Perché ha accompagnato la mia adolescenza e perché ha cantato brani con una potenza drammatica senza eguali nel suo genere. E comunque la capacità di emozionare travalica i generi.
Questo è uno dei miei pezzi preferiti dei Talk Talk.
 
Tomorrow started
Don’t look back until you try
a line so openly a lie,
Outside of you,
it’s just tomorrow starting
I’ve said I’m wrong when I’ve been right.
I’ve seen times when I’ve been sure
but still I find
I’m just the first that you take
are there reasons everybody pays?
They never seem to be any use
They never seem to be any use
it’s just tomorrow starting
Don’t look back until you’ve tried.
With time you’ll endlessly arrive
outside of use,
with just tomorrow starting
See my eyes
tell me I’m not lying.
I’m just the first that you take
are there reasons everybody pays?
They never seem to be any use
They never seem to be any use
It’s just tomorrow starting

giovedì 7 marzo 2019

Nel muro

Non so quanto c'è di autobiografico in questo nuovo romanzo del Mauro nazionale. Parto dal presupposto che ogni opera è in qualche modo autobiografica e per questo resto toccato da tanto astio e tanta violenza. La prima parte del libro l'ho trovata cruda, con concetti troppo volte ribaditi. La seconda parte mi è piaciuta, il mistero si fa fitto, le speranze di redenzione muoiono. Gli uomini sono violenti, vogliono il potere, odiano il qualche modo l'altro sesso, quello forte. Tutto sommato da leggere.

Nel muro - Mauro Corona (Mondadori)

giovedì 21 febbraio 2019

Il tennis è musica

Libri sul tennis ce ne sono tanti, dai tomi enciclopedici di Clerici alle biografie dei campioni, scritte più o meno bene e spesso poco interessanti. Ne ho letti pochi. Due però mi sono piaciuti: Open, biografia di Agassi, e questo "Il tennis è musica" del nostro Adriano nazionale. Un libro piacevole. Capitoli brevi, ognuno dedicato a una figura che ha lasciato il segno nella storia di questo sport. Un libro con quel filo di nostalgia per il tennis più classico, fatto di finezze, di astuzie e non solo di palle scagliate come missili terra-aria. Un ricordo lucido di persone che del tennis hanno fatto la loro vita, ragazzi in lotta con se stessi, ad arrovellarsi in questo sport che più di ogni altro ti mette di fronte alle tue debolezze. Un occhio particolare alle emozioni che ci hanno fatto vivere i campioni di questo sport, una volta più umani, ora più che mai competitivi e, se volgiamo dirlo, meno interessanti. Viva il tennis!

lunedì 14 gennaio 2019

"La tristezza durerà per sempre." V.Van Gogh

Sono andato a vedere il film su Van Gogh, l'ultimo di tanti. Avevo letto qualche lode e molte critiche sulle scelte del regista. Molto della biografia del pittore è tralasciato. Certo, vero, però... c'è un grosso però: ed è che il film mi ha completamente assorbito e trasportato nella tristezza, nella solitudine, nella visione del pittore, dell'uomo, anzi dell'uomo-pittore (perché nel caso di Van Gogh la cosa risulta inscindibile). Un film di un paio d'ore può cogliere solo alcuni aspetti della vita di un uomo. Non c'è tutta la sua vita, certo. Ma c'è tanta passione in questo film, con quelle inquadrature traballanti come la mente del pittore, con quelle scene offuscate nella metà inferiore, come lo sguardo di un uomo che guarda il mondo con le lacrime agli occhi. W.Dafoe è perfetto, incredibile; no è di più. E' Van Gogh. Per me è un film bellissimo, da vedere assolutamente, da ascoltare. Mi sento ancora addosso quegli occhi.

giovedì 10 gennaio 2019

Doctor Sleep

Dopo tanti anni che mi ero ripromesso di farlo, ho letto Shining. Sull'onda emotiva di questo bellissimo thriller ho letto anche il recente seguito "Doctor Sleep". E non sono rimasto deluso. Il confronto è difficile, Shining è un classico, molto più psicologico del suo seguito. Questo è un libro diverso, se possibile più fantasy. Ma un fantasy con i piedi per terra (è un controsenso ma è così), dove l'esistenza di persone con poteri straordinari ed esseri non umani, è tangibile, credibile, magica. Un romanzo on the road, buoni e cattivi, creature lugubri e misteriose. Mi viene di accostarlo un po' a Clive Barker e Neil Gaiman. Un romanzo godibile.

mercoledì 28 novembre 2018

La luccicanza

SHINING - Stephen King

Dopo tanto tempo mi sono deciso a leggere questo classico di King. Dico subito che mi è piaciuto, un'atmosfera che ti cattura subito, molta suspense e molta inquietudine. L'unico rammarico è aver visto più volte il film di Kubrick e non potevo fare a meno di veder scorrere le immagini del film durante la lettura. Tutto sommato però non rovina l'effetto. Ci sono differenze ma lo stato d'animo, l'angoscia e la lettura dei personaggi rimangono identiche. Bello il libro, bello il film.

martedì 2 ottobre 2018

Pallido Re

Decido di leggere quest'ultimo incompleto rimasuglio di Wallace, con la triste consapevolezza che dopo non avrò più niente di suo da leggere... Potrò però ri-leggerlo. Perché lui è una continua illuminazione. Lo leggi o lo rileggi e ogni volta ti toglie un pezzo di velo che copre la percezione del mondo che hai intorno. Il mondo che stanno tentando di venderti (in senso letterale)...facendoti completamente dimenticare che moriremo. Teniamolo a mente: moriremo.

Un estratto dal libro:

"La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà più e la nostra infanzia è finita e con lei l'adolescenza e il vigore della gioventù e presto anche l'età adulta, che tutto quello che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene, tutto se ne va e anche noi, anch'io, da come sono sfrecciati via questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch'io, chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo più veritiero di dire "morire", "andarsene", il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d'inverno... E non solo questo, ma tutti quelli che mi conoscono o sanno anche solo che esisto moriranno, e poi tutti quelli che conoscono quelle persone e potrebbero anche solo aver sentito parlare di me moriranno, e via dicendo, e le lapidi e i monumenti funebri che paghiamo profumatamente per essere sicuri di restare nel ricordo, quanto dureranno, un centinaio d’anni? Duecento? Dopodiché si sgretoleranno, e l’erba e gli insetti che la mia decomposizione andrà ad alimentare moriranno, e i loro discendenti, o se sarò cremato gli alberi che si nutriranno delle mie ceneri portate dal vento moriranno o verranno abbattuti e marciranno, e la mia urna marcirà, e nell’arco di tre o quattro generazioni sarà come se non fossi mai esistito, non solo me ne sarò andato ma sarà come se non ci fossi mai stato, e nel 2104 o che so io la gente non penserà a Stuart A. Nichols Jr. più di quanto io pensi a John T. Smith nato nel 1790 o nel 1864 a Livingston, in Virginia o ad altri. Che ogni cosa arde, a fuoco lento, e siamo tutti a meno di un milione di respiri da un oblio più totale di quanto riusciamo anche solo lontanamente a immaginare, anzi, forse viene proprio da qui la folle ossessione americana per la produzione, produrre, produrre, incidere sul mondo, dare un contributo, una forma alle cose, per aiutare a distrarci da quanto siamo piccoli, totalmente insignificanti e temporanei».
David Foster Wallace (Il Re pallido)

giovedì 2 agosto 2018

Into the wild truth.

Carine McCandless – Into the wild truthCarine, la sorella di Criss McCandless, protagonista del vendutissimo “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer, racconta in questo libro la verità sulla sua famiglia. Per chi, come me,  ha seguito con passione le vicende del ragazzo in fuga dalla società e dall’ipocrisia, in cerca di libertà e verità nella natura, è un libro da non perdere. Aiuta a comprendere il ruolo che hanno avuto i genitori di Criss nelle sue decisioni. Chiarisce quanto la violenza verbale e fisica perpetrata negli anni ai suoi danni possa averne influenzato il carattere e possa averlo spinto a “mollare tutto” alla ricerca della purezza di una vita semplice, nei boschi, in armonia con la natura. Liberarsi di tutto, da qualsiasi dipendenza, non aver bisogno delle cose, del denaro, perché la bellezza, la felicità, sono ovunque e non necessariamente nel rapporto con gli altri o con gli oggetti che possediamo. E’ un libro triste, che indaga la violenza domestica, l’arroganza e la cattiveria. Molto doloroso. Nel libro non si parla solo della vicenda di Criss ma anche della vita della sorella Carine e dei suoi rapporti con i genitori, o meglio della loro assenza. Una vita difficoltosa, resa dura dalle violenze subite, ma che può essere riscattata dalla forza di volontà e dalla presa di coscienza che se vogliamo possiamo essere liberi dagli altri. Un libro bello, perché ci obbliga a riflettere e indagare l’arroganza umana e il riscatto