Sull'eguaglianza di tutte le cose - Carlo Rovelli
Interazioni, probabilità, rapporti, rappresentazioni, è questa l'intricata e fumosa realtà di cui siamo parte. Ci relazioniamo con il mondo che conosciamo da dentro, osservandolo dall'interno, non c'è possibilità di guardarlo da fuori. Non siamo dei o creatori, non siamo osservatori esterni, siamo solo parte di ciò che cerchiamo di spiegare. Di cose infinitamente grandi, di cose estremamente piccole, di tempo, di questo e molto altro parla questo saggio di Rovelli. Insieme agli altri suoi libri ci presenta un modo "moderno" di concepire la realtà di cui facciamo parte, evitando di cadere nella tentazione delle verità assolute. E' inutile cercare leggi universali e incontrovertibili, certezze non modificabili: tutto è relativo e ogni cosa può essere percepita e spiegata in più modi. Lo stesso linguaggio che utilizziamo per spiegarci le cose è relativo e limitato, e anch'esso parte della "cosa". Una teoria scientifica non sostituisce altre teorie, il micromondo della fisica quantistica convive con il macromondo della fisica classica, non ci sono contraddizioni, solo sguardi diversi, più o meno dettagliati, diverse interpretazioni di sistemi in relazione tra loro. Queste sicuramente non solo parole che rendono giustizia a un testo così denso e complesso, sono quelle che mi escono appena terminata la lettura. Ogni singola cosa, materiale o immateriale, esiste in relazione a qualcos'altro, la si valuta rapportandola ad altro, nulla è "a se stante". Anche questo libro di Rovelli, come ogni altro suo libro che ho letto, e forse ancora di più, mi ha sconquassato e commosso, ha la forza di suggerire nuove prospettive, è uno sprone a rivedere le nostre timide certezze e ad accettare un mondo intricato e connesso come una fitta ragnatela. Leggete i libri di Rovelli, vale la pena.
"Credo che idee come certezza assoluta, esattezza assoluta, verità finale, ecc. siano frutto dell'immaginazione e che non dovrebbero essere ammissibili in nessun campo della scienza. Questo allentamento del pensiero mi sembra la più grande benedizione che la scienza moderna ci abbia dato. Perché la fede in un'unica verità e nell'essere il possessore di essa è la causa principale di ogni male nel mondo."
"Il mondo contiene noi, che in parte lo conosciamo, e il mondo di cui parliamo è ciò che ne conosciamo. E' il cerchio felice di cui siamo parte."
"La fisica stressa è un canto, con cui ci rivolgiamo al mondo e il mondo si rivolge a noi. E i diversi canti con cui cantiamo il mondo risuonano fra loro, si rispecchiano, si parlano. Questo sterminato affresco sonoro che disegnano insieme, di cui noi siamo al tempo stesso motivi, modulazioni e ascoltatori, è ciò che chiamiamo realtà."
"Non ci servono fondamenti ultimi, modelli assolutamente rigorosi, linguaggio perfettamente chiaro. Non ci servono certezze assolute. Ci serve la leggerezza della circolarità, della complessità, dell'ambiguità, delle metafore, delle emozioni, dell'accettazione dell'incertezza e del cambiamento."