venerdì 30 gennaio 2026

Il multiverso di Auster

4321 - Paul Auster

4321 è forse il lavoro più conosciuto di Paul Auster. Il romanzo è la storia di Archie Ferguson e della sua famiglia di ebrei immigrati a New York, con la particolarità che il libro è strutturato come un multiverso e al suo interno convivono quattro storie alternative o, se volete, parallele. I capitoli sono numerati con il numero del capitolo seguito da un secondo numero (da 1 a 4) che identifica quale linea del destino stiamo seguendo. Avremo così, ad esempio, i capitoli 3-1, 3-2, 3-3, 3-4 e a seguire 4-1, 4-2, 4-2, 4-4. All'inizio c'è un po' di panico, dato che abbiamo a che fare anche con una gran quantità di nomi e di intrecci famigliari. Io, dovendo per forza di cose spezzettare la lettura in molti giorni, ho risolto la cosa tenendo un foglietto con appunti nel libro, dove ho segnato solo gli eventi principali di ogni storia. Mi ha aiutato all'inizio di ogni nuovo capitolo a riepilogare mentalmente in che universo stavo navigando. Ho scelto di leggerlo in sequenza, così com'è stampato, saltando da una storia all'altra. Si fa senza grossi problemi, basta rompere il ghiaccio. In alternativa si può scegliere di leggere le quattro storie per intero, dall'inizio alla fine, per poi ripartire da capo con la seconda variante e così via. Non saprei dire quale sia la soluzione migliore. Io ho scelto la prima perché avevo l'impressione di rispettare maggiormente la proposta dell'autore, non volevo snaturare il meccanismo. Il libro è un viaggio nella storia degli Stati Uniti dagli anni '50 fino al 1970, con maggiore attenzione alla fine degli anni '60, nel periodo della guerra in Vietnam, delle occupazioni universitarie e delle furiose lotte per i diritti dei neri e degli immigrati. Sono gli anni del college, dei primi amori, dell'adolescenza di Archie e il suo periodo di passaggio alla vita adulta. E' un romanzo lungo (un migliaio di pagine) ma scorrevole e piacevole. La sua forza è proprio quella di focalizzare la nostra attenzione sull'alternativa, sul potere delle scelte, fatte o non fatte. Molto azzeccato anche il finale, sul quale non si può dire nulla per non rovinare la sorpresa a chi si vorrà cimentare con questo bel tomo. Un libro che ci dice che siamo sola una delle tante alternative delle persone che potevamo essere. Forse ogni bivio ci divide, un altro "noi" procede in altre direzioni, siamo immortali.

giovedì 25 dicembre 2025

Vibrazioni, possibilità, interazioni

Sull'eguaglianza di tutte le cose - Carlo Rovelli

Interazioni, probabilità, rapporti, rappresentazioni, è questa l'intricata e fumosa realtà di cui siamo parte. Ci relazioniamo con il mondo che conosciamo da dentro, osservandolo dall'interno, non c'è possibilità di guardarlo da fuori. Non siamo dei o creatori, non siamo osservatori esterni, siamo solo parte di ciò che cerchiamo di spiegare. Di cose infinitamente grandi, di cose estremamente piccole, di tempo, di questo e molto altro parla questo saggio di Rovelli. Insieme agli altri suoi libri ci presenta un modo "moderno" di concepire la realtà di cui facciamo parte, evitando di cadere nella tentazione delle verità assolute. E' inutile cercare leggi universali e incontrovertibili, certezze non modificabili: tutto è relativo e ogni cosa può essere percepita e spiegata in più modi. Lo stesso linguaggio che utilizziamo per spiegarci le cose è relativo e limitato, e anch'esso parte della "cosa". Una teoria scientifica non sostituisce altre teorie, il micromondo della fisica quantistica convive con il macromondo della fisica classica, non ci sono contraddizioni, solo sguardi diversi, più o meno dettagliati, diverse interpretazioni di sistemi in relazione tra loro. Queste sicuramente non solo parole che rendono giustizia a un testo così denso e complesso, sono quelle che mi escono appena terminata la lettura. Ogni singola cosa, materiale o immateriale, esiste in relazione a qualcos'altro, la si valuta rapportandola ad altro, nulla è "a se stante". Anche questo libro di Rovelli, come ogni altro suo libro che ho letto, e forse ancora di più, mi ha sconquassato e commosso, ha la forza di suggerire nuove prospettive, è uno sprone a rivedere le nostre timide certezze e ad accettare un mondo intricato e connesso come una fitta ragnatela. Leggete i libri di Rovelli, vale la pena.

"Credo che idee come certezza assoluta, esattezza assoluta, verità finale, ecc. siano frutto dell'immaginazione e che non dovrebbero essere ammissibili in nessun campo della scienza. Questo allentamento del pensiero mi sembra la più grande benedizione che la scienza moderna ci abbia dato. Perché la fede in un'unica verità e nell'essere il possessore di essa è la causa principale di ogni male nel mondo."

"Il mondo contiene noi, che in parte lo conosciamo, e il mondo di cui parliamo è ciò che ne conosciamo. E' il cerchio felice di cui siamo parte."

"La fisica stressa è un canto, con cui ci rivolgiamo al mondo e il mondo si rivolge a noi. E i diversi canti con cui cantiamo il mondo risuonano fra loro, si rispecchiano, si parlano. Questo sterminato affresco sonoro che disegnano insieme, di cui noi siamo al tempo stesso motivi, modulazioni e ascoltatori, è ciò che chiamiamo realtà."

"Non ci servono fondamenti ultimi, modelli assolutamente rigorosi, linguaggio perfettamente chiaro. Non ci servono certezze assolute. Ci serve la leggerezza della circolarità, della complessità, dell'ambiguità, delle metafore, delle emozioni, dell'accettazione dell'incertezza e del cambiamento."


martedì 16 dicembre 2025

Un decimo di te

Un decimo di te - Marco Maccarini

Un decimo di sé è il peso che il camminatore dovrebbe portare sulle spalle, per viaggiare leggero, togliere il superfluo, limitarsi all'indispensabile per avere maggiore libertà. E' un concetto legato non solo all'aspetto fisico, ma anche a quello mentale. Marco è quel ragazzo scanzonato che abbiamo conosciuto su MTV negli anni '90 e che ha contribuito a creare un modo nuovo di fare televisione, nel bene e nel male. L'ho scoperto un vero appassionato del cammino, con tutto ciò che questo implica: fatica, introspezione, ricerca. E' un aspetto che non avrei legato al suo personaggio, e invece dalle sue parole trapela la passione per il camminare e soprattutto per i rapporti umani che si possono sperimentare entrando in contatto con sconosciuti sulla via, un'umanità variegata e sorprendente. Anche l'idea di cammino di Marco è variegata, e alterna momenti di solitudine a momenti di condivisione con gli amici, senza rinunciare all'aspetto social. Un libro che è un po' diario di viaggio, un po' biografia, un po' ricordi, nostalgia e tanti, tanti passi. Divertente.


martedì 9 dicembre 2025

Fiori per Algernon - Daniel Keyes

Fiori per Algernon è ritenuto un classico della letteratura di anticipazione o, se vogliamo, della letteratura di formazione. Io non lo avevo mai letto e sì, devo dire, mi è piaciuto. E' un racconto con base fantascientifica, ma è un dato che si riferisce esclusivamente all'esperimento che consentirà ai due protagonisti, un topo e un uomo, di espandere la propria intelligenza. Il tema del libro è tutt'altra cosa, volto a capire se l'intelligenza sia o meno la chiave per una maggior soddisfazione nella vita, il passaporto per la felicità, se sia effettivamente l'agognato traguardo del genere umano. E' un libro che suscita grande empatia col personaggio ed è per questo un racconto molto commovente. Le domande sono tante, una su tutte: Il possesso di una maggiore intelligenza e, di conseguenza, di una maggiore conoscenza dello scibile umano, può donare la felicità o avvicinarci maggiormente alla comprensione dell'uomo? E' logico pensare che sia così, ma forse la nostra soddisfazione nella vita passa attraverso i rapporti e le interazioni, gli eccessi e le sensazioni, più che attraverso la comprensione. Perchè la comprensione delle leggi che regolano il mondo sarà sempre e comunque parziale, condizionata, soggettiva: alla fine sarà sempre un'interpretazione. Troppa conoscenza e tanta intelligenza possono invece portare all'arroganza, all'insofferenza e all'intolleranza, alimentate dall'illusione di poter "capire". Pensare troppo può portare alla pazzia, certamente all'infelicità.


domenica 16 novembre 2025

Un po' vivo, un po' morto...

 
Ucciderò il gatto di Schrodinger - Gabriella Greison 

Un libro molto godibile, sia che vi piacciano i testi di divulgazione scientifica, sia che siate amanti del romanzo. Uno dei pregi di questo testo, infatti, è quello di riuscire a fondere la narrativa con il saggio. Ben scritto, scorrevole, mescola vita vissuta, sogni e teorie legate alla meccanica quantistica capaci di sconvolgere la nostra visione del mondo. Al cospetto delle equazioni dei fisici che popolano questo romanzo, Schrodinger su tutti, le nostre scarse certezze vacillano, poi cadono, per lasciare posto a una realtà fatta solo di interazioni e possibilità. Come ho già più volte scritto, sono letture che vale veramente la pena di affrontare, se non altro perché ci stimolano domande talmente grandi da metterci in ginocchio e ci aiutano a riordinare un po' la nostra scala delle priorità (è sballata, credetemi).  La Greison è brava, leggera anche nell'affrontare temi difficili, riesce a coinvolgere il lettore e a ficcargli nella testa una bella dose di incertezze sulla sua esistenza. Viva i "se" e i "ma", ci fanno vivere peggio forse, ma ne vale la pena. Io ne sono stato completamente coinvolto, e quando, verso la fine del libro mi sono imbattuto nella domanda delle domande "Chi è l'osservatore? Dove si trova? Chi guarda può solo guardare se stesso che guarda?", ecco , in quel momento ho capito che la Greison vive a Twin Peaks, e mi sono ritrovato finalmente, di nuovo, nel mondo del grande David Lynch, che mi diceva: viviamo in un sogno, ma chi è il sognatore? Leggetelo questo libro, per provare a dare un senso a questa vita, che un senso non ce l'ha (come cantava Vasco).

"Quando capisci che tutto è basato sulla probabilità e non su Newton, il mondo ti si sfalda in mano. E io l'ho appena capito."

"Ogni singolo individuo non è altro che uno degli aspetti di sé. Siamo tutti una grande illusione."

"L'immaginazione è più importante della conoscenza."

"Le cose iniziano a esistere solo nel momento il cui decidiamo di crederci."

"Succede, a volte, di aprire gli occhi e trovarsi al buio. Scoprire che tutto quello che credevamo di sapere non è poi così affidabile. Può capitare in un attimo, basta pochissimo. E poi non si può più tornare indietro."

giovedì 30 ottobre 2025

Schopenhauer, sul tempo...

"Tutt’a un tratto si esiste, con proprio stupore, dopo non essere esistiti per innumerevoli millenni; e, dopo breve tempo, si è destinati a non essere per altrettanti millenni. Questo non può essere vero, dice il cuore; e persino al rozzo intelletto queste considerazioni schiuderanno un presagio dell’idealità del tempo."

Da: Parerga e paralipomena

lunedì 20 ottobre 2025

Il soccombente

Il soccombente - Thomas Bernhard

Al cospetto dell'eccellenza, della perfezione, un uomo può sentirsi autorizzato a mollare. È ciò che succede al protagonista di questo libro e all'amico compagno di studi, due grandi virtuosi del pianoforte, che si troveranno a condividere il loro percorso con Glenn Gould, un pianista dalle qualità inarrivabili. Quando si rendono conto che non potranno mai essere i migliori, preferiscono lasciare, dedicarsi ad altro nonostante la loro grande passione. Questo loro "mollare il colpo" si amplia al lasciare andare ogni cosa, fino all'estremo lasciare andare la vita stessa. Il libro non è la storia di Glenn Gould, ma piuttosto un libro esistenziale/esistenzialista, un libro che parla di ispirazione, di assoluta dedizione all'arte, del fallimento e dell'invidia conseguente, dell'impossibilità di realizzarci nelle nostre azioni, dell'impossibilità di "essere". Saranno/saremo tutti costretti a soccombere. La prosa è quella tipica di Bernhard, un flusso continuo, senza capitoli, senza interruzioni, come un sasso che rotola e prima o poi si schianta.

"Fuggiamo senza posa da una cosa all'altra e ci distruggiamo da soli. Non facciamo altro che scappare, fino a quando cessiamo di vivere."

"Noi non perdoniamo al padre di averci fatti, alla madre di averci gettato nel mondo e alla sorella di essere la perpetua testimone della nostra infelicità. Esistere, in sostanza, non significa nient'altro che questo: essere disperati."

"Non siamo neanche capaci di vivere, non siamo in grado di esistere, giacche il verità non esistiamo, ma piuttosto veniamo esistiti!"

"Il soccombente è già stato messo al mondo come soccombente, è stato da sempre il soccombente, e se osserviamo con puntigliosa attenzione il mondo che ci circonda, stabiliamo che questo mondo è composto quasi esclusivamente da uomini che soccombono."

"Noi diciamo una parola e annientiamo un essere umano senza che questo essere umano da noi annientato, nel momento in cui pronunciano la parola che lo annienta, abbia cognizione di questo fatto micidiale."




giovedì 25 settembre 2025

La morte secondo Schopenhauer

"La morte è il solenne rimprovero che la volontà di vivere, e piú particolarmente l’egoismo a essa essenziale, ricevono dal corso della natura, e può essere intesa come un castigo per la nostra esistenza*. È lo scioglimento doloroso del nodo che la generazione aveva annodato con voluttà, e la distruzione violenta, irrompente dall’esterno, dell’errore fondamentale del nostro essere: è il grande disinganno. Noi siamo in fondo qualcosa che non dovrebbe essere: perciò cessiamo di essere."

Da: Il mondo come volontà e rappresentazione.

sabato 13 settembre 2025

La città dei vivi

La città dei vivi - Nicola Lagioia

Il libro segue la vicenda dell'omicidio di Luca Varani avvenuto a Roma nel 2016 per mano di Manuel Foffo e Marco Prato. I due ragazzi hanno attirato il loro conoscente all'interno dell'appartamento di Foffo, al termine di un festino a base di cocaina e alcool, lo hanno torturato e infine massacrato. La ferocia e la leggerezza con le quali si consuma il delitto lasciano senza parole. Ciò che fa pensare è fino a che punto ci si può spingere quando una relazione tossica si mescola con alcool e cocaina, fino a che punto si può inibire il senso del limite, fino a che livello due menti possono perdersi e fondersi per diventare un'arma micidiale. Quando i due carnefici confessano e raccontano gli avvenimenti sembrano raccontare fatti e atrocità commesse da altri, quasi come se avessero assistito a un film splatter, in una sorta di visione extracorporea. L'omicidio è stato in qualche modo premeditato, ma non in forma esplicita: è allucinante la frase di Manuel che descrive il momento in cui, guardando negli occhi il compagno Marco, capisce che Luca, appena entrato nel loro appartamento, è destinato alla morte. Dirà che è bastato scambiarsi uno sguardo e tutto era già deciso. Lagioia descrive con minuzia i fatti e ci accompagna nel contempo tra le piaghe di Roma, tra vie e palazzoni, tra spacciatori e prostituzione, in giro per una città meravigliosa ma piena di contraddizioni e male di vivere.

"Nessun essere umano è all'altezza delle tragedie che lo colpiscono. Gli esseri umani sono imprecisi. Le tragedie, pezzi unici e perfetti, sembrano intagliate ogni volta dalle mani di un dio. Il sentimento del comico nasce da questa sproporzione."


domenica 17 agosto 2025

Il condominio-mondo di Ballard

Il condominio - J.G. Ballard

Benvenuti nel condominio-mondo di Ballard, un enorme palazzo di quaranta piani con mille appartamenti, dove si intrecciano le storie di professionisti, impiegati, avvocati, registi, dove tutto implode nella solitudine e il genere umano regredisce o, meglio, mostra la sua vera natura. Tutto inizia con una serie di disservizi, blackout, guasti agli ascensori, guasti al sistema dei rifiuti, come se l'entropia del palazzo imponesse la via verso il caos. Stessa sorte tocca agli abitanti, sempre più schivi, dediti solamente a lunghe feste che disturbano i vicini, molti divorati da invidie verso i più benestanti. Il mostruoso condominio è la metafora del mondo, al suo interno c'è tutto (piscine, supermercati, palestre, intrattenimento, gallerie di negozi, ecc.), i suoi abitanti escono solo per il lavoro, poi si rintanano nel palazzo e vivono qui la loro intera esistenza, tra feste, litigi e profonda invidia per i più benestanti, quelli degli ultimi piani. Le cose peggiorano, i guasti non vengono più riparati, manca l'aria condizionata, iniziano prima i dispetti poi una vera guerriglia tra abitanti dei diversi piani. Presto gli uomini cadranno negli istinti più primordiali, sarà guerra e ci saranno morti, sangue e atrocità di ogni genere, mentre il condominio andrà verso l'abbandono più totale. Una regressione allo stato primitivo, metafora di ciò che succede nella società al di fuori del palazzo. C'è tanto su cui riflettere, soprattutto sul malessere che ci avvolge in questa società ultramoderna, sui nostri istinti più crudi e indicibili, sull'invidia e sulla natura tipicamente maschile da egocentrici guerrafondai. Lo consiglio.