venerdì 21 agosto 2026

Siamo solo tempo passato

Lei è Ales - Jon Fosse

Basta mezza pagina di quest'ultimo libro di Fosse e sei immediatamente catapultato in un fiume di ricordi, di parole, di passato, subito imprigionato nel flusso di memoria dei protagonisti, gli stessi personaggi che hanno popolato la bellissima "Settologia". Il mood è lo stesso, quella sensazione che tutto ciò che possiamo sperimentare non è altro che la rielaborazione di un ricordo. Noi stessi siamo rielaborazioni dei "noi" del passato in una continua sovrapposizione. Il passato costruisce il nostro presente e tutto ciò che è stato è qui, ora, in questo istante. Come quando spargi vecchie foto sul tavolo della cucina e le osservi: le sensazioni risvegliate da quelle vecchie immagini le vivi ora, le emozioni rievocate dal ricordo le provi adesso, il passato è qui, ora. Un breve romanzo che è un vero tesoro. Più leggo Fosse più vorrei leggerlo e rileggerlo, ancora e ancora, per sempre.

lunedì 17 agosto 2026

Giù nella valle

Giù nella valle - Paolo Cognetti

Dopo il grande successo di "Le otto montagne" (bello il romanzo e bellissima la trasposizione cinematografica) leggo questo libro di Cognetti del 2023. E' decisamente più ruvido, un libro dove si intrecciano storie d'amore, rabbia, solitudine, vita vissuta immersi in una natura severa. E' un libro che lascia un alone di tristezza, un senso di abbandono. Ambientato in Valsesia, sotto le pendici del Monte Rosa, narra di rapporti controversi: tra due cani, tra marito e moglie, tra fratelli. Tutte storie che mescolano la solitudine e la devozione, la privazione e l'attaccamento. La vita in un piccolo paese di montagna, con scarse relazioni sociali, lunghi e rigidi inverni, spostamenti difficili, cozza con la modernità, ha più a che fare con il legno, l'ascia e le fumose osterie che con i social media e lo shopping. Vivere in questi luoghi è come un atto di fede e di rinuncia, forse anche un modo per riappropriarsi del silenzio, dei propri limiti, dei propri istinti, siano essi positivi o spiacevoli. 

"Ma è dalla notte dei tempi che gli uomini tagliano le piante, accoppano le bestie e si sfondano la testa a vicenda. Se c'è del male su questa terra è solo roba nostra."

giovedì 13 agosto 2026

La guerra USA

La guerra civile d'America - Seba Pezzani e James Grady

Un libro molto interessante, che fa un po' di chiarezza sulla situazione politica e civile nell'America di oggi. Seba Pezzani ci parla degli stati uniti di Trump, questo bizzarro personaggio che ci lascia esterrefatti ogni qualvolta decide di dare aria alla bocca, scioccati da quante assurde volgarità  e "megalomanate" sia in grado di partorire. Siamo al cospetto dell'uomo con il più alto tasso di arroganza della storia. Eppure ciò che accade è soltanto il venire alla luce di un sentimento colonialista, ultranazionalista e populista che contraddistingue l'America da decenni e che si è amplificato dopo l'attacco alle torri gemelle. Da quel momento l'odio per lo "straniero", per altro manifestato da un popolo di stranieri, ha preso il sopravvento sdoganando qualsiasi mezzo per cacciare l'invasore. Sì, avete capito bene, cacciare l'invasore, loro che si sono presi un intero continente con la forza, segregando e uccidendo i popoli nativi, sottomettendo e schiavizzando i popoli africani, perché quella terra gli era stata promessa da un qualche dio. Ci stupiamo dell'avvento di Trump e del suo secondo mandato, ottenuto dopo aver addirittura aizzato i suoi decerebrati fedeli ad invadere il campidoglio, simbolo della democrazia e del governo, ma ci dovremmo invece stupire di chi, per la seconda volta, lo ha eletto: un'accozzaglia di fanatici diversamente pensanti, pilotati da ridicoli slogan, populismo e sette evangeliche. Queste ultime hanno molto peso negli USA, ed è di sette che si tratta, non di chiese: mercificazione della fede, demonizzazione delle conquiste sociali, punizione divina, condizionamento psicologico: siamo al medioevo. E queste persone, quelle che si bevono gli slogan MAGA di Trump, sono la maggioranza, capite? I democratici (e non sono negli stati uniti...) sembrano incapaci di contrastare il populismo caotico di questo squallido egocentrico governo. Molti americani se ne rendono conto, molti personaggi pubblici prendono posizioni antitrumpiane, attori, musicisti, pensatori, ma non basta: l'America rurale e, diciamolo, un po' ignorante, vive ancora nel vecchio west, si affida alle pistole e elle orazioni dei predicatori di una delle centinaia di chiese, confessioni o presunte tali che nascono come la gramigna negli USA. Il popolo americano vive nella contraddizione: è invasore ma si sente invaso, vuole esportare una democrazia che non possiede a casa propria, si sente portatore di libertà ma è prigioniero di vecchi dogmi e vittima del suo stesso bigottismo. Per quelli come me che hanno superato i cinquanta l'America è sempre stata il simbolo della conquista della libertà, la terra dei viaggi on tre road, del sogno, della musica country, del rock, delle possibilità infinite. Dispiace ora vederla in questa nuova forma. L'America, che è stata il simbolo della liberazione dell'Europa dal nazismo, dopo soli pochi decenni vive in un regime di ultradestra. E gli squadroni di deportatori dell'ICE non sono molto diversi dagli squadroni delle SS del secolo scorso. Fa strano che la parte più moderata e democratica della politica americana non riesca a far aprire gli occhi alla gente, nemmeno di fronte agli sproloqui televisivi di Trump e alle sue scelte disumane. Ma così va il mondo purtroppo, in America e fuori da lì: basta guardarci intorno per capire che i totalitarismi e le dittature tengono sotto controllo la maggioranza degli abitanti della terra e temo che non sarà la democrazia occidentale a sfangarla... Forse gli uomini hanno bisogno di essere dominati, o comunque hanno bisogno di qualcuno che gli dica come dominare gli altri, come usare tutto quel testosterone che gli frulla in corpo. "Pecore", come direbbe il grande Roger Waters. You rock, Seba!