martedì 28 aprile 2026

Satana cala su Mosca

Il Maestro e Margherita - Michail Bulgakov

Un libro fantasmagorico, davvero bellissimo. E' grottesco, platealmente teatrale, suggestivo, tipicamente russo, ricercato, onirico, storico, e allo stesso tempo è angosciante, sensuale, macabro, addirittura splatter. E' incredibile, qui sembra che Fedor Dostoevskij sia uscito a cena con H.P. Lovecraft e con Clive Barker, e che insieme abbiano deciso di scrivere una demoniaca storia amorosa ambientata nella Mosca dei primi decenni del novecento. Bella la prosa, molto trascinante e scorrevole, con un linguaggio pulito, ricercato e immaginifico. E' un vero classico, ho aspettato troppo a leggerlo, e ora mi tocca metterlo tra i miei libri preferiti. Devo farlo, perchè è un romanzo che ha tante, troppe cose che mi piace trovare in un libro: il mistero, l'ironia, la paura, l'inafferrabilità delle cose, della vita. Quando la realtà diventa fumosa, poco comprensibile, quando perde i contorni e diventa indefinita, soggettiva, sono nella mia zona confort. I personaggi soprannaturali che popolano questa storia sono assurdi e allo stesso tempo tangibili. Sembrano usciti dalla tana del bianconiglio o da un antro schifoso, sono incredibili ma reali, seducenti, disturbanti e ridicoli. A un certo punto non sappiamo più se siamo a Mosca, a Gerusalemme o sulla "strada per il castello, oltre la città di Goblin" (cit. Labirinth), circondati da scostumati giullari, gatti che camminano su due zampe e cadaveri ambulanti. Detta così sembra di avere a che fare con un fantasy, ma è un libro stratificato che mischia la letteratura classica con quella fantastica: amori, arte, religione, oscure presenze, personaggi grotteschi. Un circo!

"Seguimi lettore! Chi ti ha detto che non esiste a questo mondo l'amore vero, fedele ed eterno! Al mentitore sia tagliata la malefica lingua."