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martedì 17 marzo 2020

2666

Roberto Bolano - 2666
-La parte dei critici
-La parte di Amalfitano
-La parte di Fate
-La parte dei delitti
-La parte di Arcimboldi

Lungo, impegnativo, ma da leggere. Cinque storie che possono essere lette praticamente in qualsiasi ordine. Sono storie indipendenti ma, come dire, si toccano, quasi per caso. Mai pesante, vero e toccante. Letteratura moderna con canoni classici e parti più sperimentali di altre. Il mestiere di scrivere insomma.
Frasi:

"Ogni cosa in questo paese è un omaggio a tutte le cose del mondo, comprese quelle che ancora non sono successe." (la parte di Fate)

"Tutti sappiamo cose che secondo noi gli altri non sanno." (la parte di Fate)

"Avere un'idea del mondo, in un certo senso, è facile, ce l'ha chiunque, in genere un'idea circoscritta al proprio villaggio, limitata al proprio pezzetto di terra, alle cose tangibili e mediocri che ciascuno ha davanti agli occhi, e quell'idea del mondo, meschina, ristretta, piena di sudiciume familiare, di solito sopravvive e acquista, col passare del tempo, autorevolezza ed eloquenza." (la parte di Arcimboldi)

"Ogni vita, per quanto felice, finisce sempre nel dolore e nella sofferenza." (la parte di Arcimboldi)

"A volte la realtà è puro desiderio."(la parte di Arcimboldi)

"Non ho molto tempo, devo respirare, mangiare, bere, dormire. Non ho molto tempo, devo muovermi al ritmo dell'ingranaggio. Non ho molto tempo, sto vivendo. Non ho molto tempo, sto morendo."(la parte di Arcimboldi)

lunedì 9 dicembre 2019

Il Colibrì

Molto bello, mi è piaciuto tanto. Una storia che attraversa tanti anni della vita di un uomo, una storia solcata da tragedie, incontri e adii. Un invito a pensare che "la vita ti succede". Per quanto tu possa fare, alla fine la vita è questo: ciò che ti accade. E tu stai lì, guardi passare uomini e cose, aspettando il tuo turno. Mi piace la scrittura di Veronesi, molto coinvolgente, moderna, intima. Come ho già avuto modo di dire in altri commenti, Veronesi ha letto D.F.Wallace, e di certo gli è piaciuto. Lo si capisce nel modo di scrivere, in quelle lunghe apnee senza il punto, ben dosate e molto coinvolgenti, drammatiche. Bravo Sandro, un bel libro. Lo consiglierei a chiunque.

"Dovrebbe essere noto, e invece non lo è, che il destino dei rapporti tra le persone viene deciso all'inizio, una volta per tutte, sempre, e che per sapere in anticipo come andranno a finire le cose basta guardare come sono cominciate. [...] Lo sapevamo, per un lucido, breve momento l'avevamo saputo, all'inizio, ma poi, per il resto della nostra vita, non l'abbiamo saputo più."

"Quante persone sono seppellite dentro di noi?"

Sandro Veronesi - Il Colibrì

domenica 24 novembre 2019

Le tre del mattino

Dentro i libri di G.Carofiglio c'è sempre qualche frase che ti resta stampata addosso. C'è sempre molta intensità, anche nella leggerezza.

"...passammo alle confidenze e a un certo punto io confessai di aver pensato al suicidio. Credevo che i miei amici sarebbero rimasti sconvolti. E in un certo senso accadde, ma non per il motivo che immaginavo. Era capitato a tutti..."

"Ci sono momenti che si imprimono nella memoria in modo indelebile, perchè accade qualcosa che cambia come vedi il mondo. In un momento, appunto."

"Non siamo oggettivi, non udiamo tutto ciò che rimbalza sui nostri timpani, non sentiamo tutto ciò che arriva al nostro naso, non vediamo tutto ciò che colpisce le nostre retine. Il cervello decide quali percezioni portare alla consapevolezza e quali informazioni registrare. Il resto rimane fuori, escluso eppure molto presente. In agguato."

Da "Le tre del mattino" di Gianrico Carofiglio.

lunedì 23 settembre 2019

Fire in Cairo!

Primo disco dei Cure, e primo pezzo dei Cure che adoro:


-traduzione-
L'azzurro svanisce lentamente
Le piccole valli d'oriente
Catturano il sole che muore
Arriva la notte
Silenziosa e nera
La pozzanghera
Riflette il posto solitario
Dove ti incontro
Vedo la tua testa nella luce morente
E nell'oscurità
I tuoi occhi brillano radiosi
Bruciano come fuoco
Bruciano come fuoco in Cairo
Bruciano come fuoco
Bruciano come fuoco in Cairo
Il velo rosso cremisi cangiante
Fianchi di seta
Ondeggiano sotto la mia mano
Labbra turgide
Sussurrano il mio nome
E bramo
Che tu mi prenda tra le tue braccia
Ed inizio a bruciare
F-U-O-C-O-A-L-C-A-I-R-O
F-U-O-C-O-A-L-C-A-I-R-O
F-U-O-C-O-A-L-C-A-I-R-O

Poi il caldo svanisce
Ed il miraggio sfuma
F-U-O-C-O-A-L-C-A-I-R-O
F-U-O-C-O-A-L-C-A-I-R-O
F-U-O-C-O-A-L-C-A-I-R-O

...

Il ramo spezzato

Karen Green, compagna di D.F.Wallace, torna a casa un giorno dal lavoro e trova il marito impiccato a una trave di casa. Dopo alcuni anni scrive una sorta di memoir sul dolore e la perdita. Un libro strano, un misto di frasi, poesia, pensieri, flashback, corredato da immagini/francobollo, creazioni fatte di disegni e parole. Ero restio a leggerlo, pensavo si trattasse di mercificazione, ma sbagliavo.
E' una lettura intensa, dura, commovente, evocativa. Spiazzante e poco significativa però per chi non ha letto e amato Wallace. Requisito fondamentale per provare la giusta dose di empatia, dolore e solitudine è quella di conoscere le opere di Wallace e la sua non facile visione della realtà in cui viviamo. E oltre a leggere le sue opere, prima di avventurarsi in questo libro della Green, consiglierei di farsi un'idea della vita di Wallace e le sue vicissitudini, leggendo magari D.T. Max (ogni storia d'amore è una storia di fantasmi) o David Lipsky (come diventare se stessi). Se vi piace Wallace, leggere questo libro sarà un pugno allo stomaco, un assaggio della disperazione quotidiana di chi ha condiviso parte della sua esistenza con un uomo dotato di una "vista" sopra la media, un bagno di dolore e solitudine. Lo stesso David diceva: mi piacerebbe che la letteratura fosse un antidoto contro la solitudine.
Un paio di frasi tratte dal libro:
"Nella parte della malattia di nella salute e nella malattia non siamo affatto morti di noia nella luce verde sedano della nostra stanza col soffitto aperto e le travi cremose che fermati qui si collegano alle travi esterne sulle quali sono sbocciate le rose fermati qui e dove hai pensato a me o forse hai chiamato il mio nome oppure hai chiamato mamma oppure hai chiamato l'impulso sbagliato o casuale."
"Mi angoscia l'idea di averti spezzato le rotule quando ti ho tirato giù. Continuo a sentire quel rumore. Voliamo via dal mondo, no, come angeliche schegge di proiettile, ma allora perché quaggiù è tutto così pesante?"

giovedì 10 gennaio 2019

Doctor Sleep

Dopo tanti anni che mi ero ripromesso di farlo, ho letto Shining. Sull'onda emotiva di questo bellissimo thriller ho letto anche il recente seguito "Doctor Sleep". E non sono rimasto deluso. Il confronto è difficile, Shining è un classico, molto più psicologico del suo seguito. Questo è un libro diverso, se possibile più fantasy. Ma un fantasy con i piedi per terra (è un controsenso ma è così), dove l'esistenza di persone con poteri straordinari ed esseri non umani, è tangibile, credibile, magica. Un romanzo on the road, buoni e cattivi, creature lugubri e misteriose. Mi viene di accostarlo un po' a Clive Barker e Neil Gaiman. Un romanzo godibile.

mercoledì 28 novembre 2018

La luccicanza

SHINING - Stephen King

Dopo tanto tempo mi sono deciso a leggere questo classico di King. Dico subito che mi è piaciuto, un'atmosfera che ti cattura subito, molta suspense e molta inquietudine. L'unico rammarico è aver visto più volte il film di Kubrick e non potevo fare a meno di veder scorrere le immagini del film durante la lettura. Tutto sommato però non rovina l'effetto. Ci sono differenze ma lo stato d'animo, l'angoscia e la lettura dei personaggi rimangono identiche. Bello il libro, bello il film.

giovedì 3 maggio 2018

L'ora del diavolo

Mi è capitata per mano una raccolta di romanzi brevi di Pessoa. Fra questi "L'ora del diavolo", una sorta di monologo su uomo, dei e anti-dei. Molto bello, Pessoa non delude mai.
Un passaggio:
"Non ho mai avuto infanzia, né adolescenza, né quindi età virile a cui arrivare. Sono il negativo assoluto, l'incarnazione del niente. Quello che si desidera e non si può ottenere, quello che si sogna perché non può esistere - in ciò risiede il mio regno nullo e lì poggia il trono che non mi fu dato. Quello che avrei potuto essere, quello che avrei dovuto avere, quello che la Legge o la Sorte non mi hanno dato - l'ho gettato a piene mani nell'anima dell'uomo ed essa si è turbata a sentire la viva vita di ciò che non esiste. Sono l'oblio di tutti i doveri, l'esitazione di tutte le intenzioni. I tristi e gli stanchi della vita, una volta staccatisi da quell'illusione, levano gli occhi verso di me, perché anch'io, e a mio modo, sono la Stella Lucente del Mattino. E' da tanto tempo che lo sono. [...]
L'umanità è pagana. Ma qualche religione l'ha penetrata. E non è nell'animo dell'uomo comune il poter credere alla sopravvivenza di questa stessa anima. L'uomo è un animale che si sveglia, senza sapere dove né perché..
Quando adora gli dei li adora come feticci. La sua religione è una stregoneria. Così è stato, così è e così sarà. Le religioni sono solo ciò che straripa dai misteri del profano e da esso non è inteso, perché, per natura, non può esserlo." (Fernando Pessoa)

martedì 7 novembre 2017

Immagina...



Immaginati mentre ti appoggi alla ferrovia del porto
gettando via la tua ultima sigaretta
Immagina il tuo dito che suona il campanello
Immaginati il teschio e le ossa incrociate sullo zerbino
Immagina te stesso per le strade di Laredo
Immaginati la casba, immaginati il Giappone
Immaginati tuo figlio con il dito sul grilletto
Immaginati una protesi in Afghanistan
Immaginati un tribunale senza una cazzo di legge
Immaginati un bordello senza una cazzo di puttana
Immaginati una latrina senza un cazzo di scarico
Immagina un leader senza un cazzo di cervello
Senza un cazzo di cervello, un cazzo di cervello
Senza un cazzo di cervello, un cazzo di cervello
Senza un cazzo di cervello, un cazzo di cervello
Senza un cazzo di cervello, un cazzo di cervello

Seguimi e fammi un filmino al concerto
con un telefonino in un posto in primissima fila
Segui Miss Universo che prende un po' il sole
Vorrei che tu fossi qui a Guantánamo
Immaginati un sedile su un aereo privato
Immaginati di avere i piedi inchiodati al pavimento
Immaginati un equipaggio evidentemente impazzito
Immagina: niente finestre, niente porte
Incollato a uno schermo nello stato del Nevada
inseguire il sogno è sempre più arduo

Immagina lei che impacchetta un regalo per il matrimonio
Immagina lei che bolle l'acqua per il tè
Immagina i ragazzini che si arrampicano nel sedile posteriore
Immaginati la mia mano che gira la chiave
Oh, immaginati
Immaginati il cane, nel furgoncino davanti
Immaginati un albero sul bordo della strada
Immaginati le mie mani che si fanno sempre più fredde
più fredde, gelide
più fredde, gelide
più fredde, gelide
più fredde, gelide

Seguimi in un posto vicino al fiume
Venduto per i miei reni, venduto per il fegato
Perché così magro, così bisognoso
Non si è mai troppo avidi.
Picture That - Roger Waters

Refuge

"To the bone", il nuovo album di Steven Wilson mi piace. Quando compri un lavoro nuovo di Steven non sai mai cosa aspettarti. In genere non resto deluso. Questa volta strizziamo l'occhio a sonorità un po' retro. Un penetrarsi di chitarre rock e suoni pop anni 80. Non facile da descrivere. Molto bello il pezzo "Pariah" ma, su tutti, questo è il mio brano preferito:

lunedì 18 settembre 2017

Escursioni

Via Francigena parmense da Bardone a Cassio 

Un assaggio di Via Francigena, percorrendo una delle tappe più belle: dalla Pieve di Bardone fino all’abitato di Cassio, passando per Terenzo e Castello di Casola.

mercoledì 6 luglio 2016

...il bordo vertiginoso delle cose

"A noi preme solamente il bordo vertiginoso delle cose..."

Un bel libro: ricordi, adolescenza, disillusione, amarezza, passione, delusione, successo, fallimento, viaggio, speranza.

giovedì 5 maggio 2016

Spoon River


Scholfield Hurley
(Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River)

Dio! non chiedermi di elencare le tue meraviglie
Ammetto le stelle e i soli
e i mondi innumerevoli.
Ma io ho misurato le loro distanze
e li ho pesati e ho scoperto le loro sostanze.
Ho inventato ali per l'aria,
e chiglie per l'acqua,
e cavalli di ferro per la terra.
Ho esteso la visione che mi hai dato, un milione di volte,
e l'udito che mi hai dato, un milione di volte,
ho valicato lo spazio con la parola,
e preso dall'aria il fuoco per avere luce.
Ho costruito grandi città e perforato colline,
lanciato ponti su acque maestose.
Ho scritto l'Iliade e l'Amleto;
e ho esplorato i tuoi misteri,
e ti ho cercato senza posa,
e ti ho ritrovato dopo averti perso
in ore di stanchezza -
E io ti chiedo:
ti piacerebbe creare un sole
e l'indomani avere i vermi
brulicarti fra le dita?

lunedì 8 febbraio 2016

A lezione di fisica

Sette brevi lezioni di fisica - Carlo Rovelli

Un libretto che vola via in un paio d'ore. E parla di fisica, di cose enormi e piccolissime, complicate, ma ne parla come se ne parlerebbe fra amici (magari ogni tanto si parlasse anche di queste cose...). Un libro che non approfondisce nulla, niente formule, niente dettagli. Dopo, volendo, uno si procura altro materiale per approfondire, ma intanto si prende questa sventagliata di sempli-fisica e in un paio d'ore si riempie di cose tanto grandi che non le puoi contenere. E ti fa proprio bene. Per quel poco tempo che tieni in mano il libro capisci (ma poi purtroppo te lo dimenticherai di nuovo) che tutti i tuoi affanni e tutte le cose per cui ti sbatti nella giornata, o almeno la maggior parte di queste cose, e tutti i crucci e le paranoie che ti ficchi in testa, e il tuo futile (ma necessario) tentativo di riempire almeno il tuo tempo libero con qualcosa che ti appaga, tutte queste cose sono così poco. E l'altra cosa incredibile è che tutto questo caos, dalle particelle al cosmo, sembra muoversi rispettando alcune regole, e qualcuna di queste regole gli uomini l'hanno capita. Poi ne capiremo altre e forse la più importante delle rivelazioni sarà: siamo tristemente insignificanti in tutto questo... o forse no.
Comunque, il solo fatto che un libretto così ti ficchi in testa tante domande, per me gli fa meritare un 10 e lode. Leggetelo.

Scrive Rovelli: "Certo, ci vuole un percorso di apprendistato per digerire la matematica di Riemann e impadronirsi della tecnica per leggere quest’equazione. Ci vuole un po’ d’impegno e fatica. Ma meno di quelli necessari per arrivare a sentire la rarefatta bellezza di uno degli ultimi quartetti di Beethoven."

mercoledì 3 febbraio 2016

Sulla traccia di Nives

Erri De Luca – Sulla traccia di NivesNives Meroi, famosa alpinista italiana, è impegnata nel sogno di salire tutti i 14 ottomila del mondo. Lo fa in stile alpino, con poco materiale, lo stretto necessario, in compagnia del marito e di un amico fotografo. E’ un approccio puro all’ascesa quello di Nives e pieno di rispetto per la natura e per la montagna. Nives tenta e ritenta, molte volte torna indietro, rinuncia, poi riprova. La bravura dell’alpinista sta proprio lì, nel saper rinunciare quando si deve farlo e nella forza di ritentare. “Una cima l’hai conquistata quanto sei ridisceso” dice Nives. Il ritorno, la discesa, fanno parte dell’impresa. Erri De Luca dialoga con Nives durante una delle sue imprese, la segue e parla con lei della fatica, di ciò che spinge una persona ad affrontare un tale carico di rischio, paura, sofferenza, ma anche meraviglia, beatitudine. Cosa cerchiamo sulla cima dei monti? Non è facile trovare libri su questi argomenti che hanno per protagonisti una donna. L’alpinismo non è terreno molto frequentato da donne purtroppo. Ed è bello notare che nell’alpinismo di Nives c’è l’amore per il marito. Il loro rapporto è parte integrante della loro esperienza in alta quota. Si condividono le difficoltà, la fatica, le gioie. E forse si riesce anche a condividere la solitudine. Un libro veloce e piacevole, se piace lo stile un po’ arzigogolato e retorico (ma anche poetico)  di De Luca.

giovedì 6 febbraio 2014

...sensi della vita

"Ci sono due modi per affrontare la vita: lo stato di natura e lo stato di grazia."

"Ho vissuto per anni nell'attesa di qualcosa. Poi quel qualcosa è divenuto l'attesa!"

"Un giorno cadremo e verseremo lacrime, e perderemo tutto, ogni cosa."

Dal film "The tree of life" di T.Malick