domenica 20 settembre 2026

Attori e spettatori

Fisica e filosofia - Werner Heisenberg 

Il saggio di Heisenberg si propone di misurare l'impatto che hanno avuto le scoperte della fisica quantistica nelle varie brache della scienza e nella nostra percezione delle cose. È una scienza, quella dei quanti, che è stata molto osteggiata perché suggerisce un nuovo modo di interpretare il mondo, inserendo concetti difficili da accettare, come la probabilità. È un nuovo mondo fatto di possibilità, non di certezze. La teoria dei quanta è oggi universalmente accettata, verificata e ampiamente utilizzata nella tecnologia, ma è difficile integrarla nel modo di pensare delle persone. L'impatto con le filosofie è stato pesante perché molte certezze vengono messe in discussione e chi si interroga sul senso della nostra esistenza e sul nostro rapporto col mondo, ciò che fanno i filosofi, non può non subire il colpo. Siamo tutti condizionati da dogmi, leggi, credenze religiose, per scendere a patti con le pazze regole del mondo dei quanti. Pensiamo di guardare il mondo da fuori come si guarda un libro sul comodino, ma noi ci siamo dentro, siamo parte di ciò che accade e ne siamo inevitabilmente artefici: attori e spettatori. Un libro non facile, pesante a tratti, che richiede un po' di abnegazione.

'La teoria dei quanta ci ricorda, come ha detto Bohr, la vecchia saggezza per cui, nella ricerca dell'armonia nella vita, non dobbiamo dimenticarci che nel dramma dell'esistenza siano insieme attori e spettatori."


sabato 12 settembre 2026

Padroni del nostro destino?

Contro il fatalismo - David Foster Wallace

Questo breve saggio, che esce in Italia nel 2026, è la tesi di laurea di Wallace. Lo so, lo so, David è morto da tempo, si da fondo a tutto pur di vendere libri, operazione commerciale, inutile, tutto quello che volete. Sapete cosa vi dico: me ne frego, alleluia, gli do cinque stelle prima di leggerlo! Perché D.F.W. è probabilmente lo scrittore che più mi ha fatto ridere, piangere, provare paura, incazzare, stupire, sperare, soffrire, morire e non so cos'altro. Più di ogni altro scrittore mi ha "intrattenuto", e chi lo ha letto sa cosa intendo con questa parola. Detto questo, di cosa parliamo qui? Di fatalismo e di libero arbitrio, due cose pesanti, fondamentali. Siamo padroni del nostro destino? La tesi di Wallace è volta a sviscerare e contrastare la famosa teoria fatalista di Taylor. A farla corta, Taylor sostiene e dimostra in linea teorica che nulla può veramente essere scelto da noi. Ogni atto che compiamo, ogni scelta che facciamo è inevitabile: la libertà di scegliere è pura illusione. O, forse, questa di Taylor è solo uno provocazione. Sta di fatto che l'idea è attraente, solida, difficile da confutare se avrete voglia di immergervi nei paradossi che ci vengono proposti. È una lettura facile? La consiglierei? No, se non siete DFW-dipendenti: formule che sembrano equazioni quantistiche, diagrammi cervellotici e altre cose divertenti(che non farò mai più...). Ma c'è il seme di Wallace ed e' riconoscibile se avete già letto i suoi libri, e in più si parla di fatalismo, una teoria con la quale ci scontriamo ogni giorno; possiamo sposarla o rigettarla e questa scelta detterà inevitabilmente il nostro modo di vivere la vita.

venerdì 21 agosto 2026

Siamo solo tempo passato

Lei è Ales - Jon Fosse

Basta mezza pagina di quest'ultimo libro di Fosse e sei immediatamente catapultato in un fiume di ricordi, di parole, di passato, subito imprigionato nel flusso di memoria dei protagonisti, gli stessi personaggi che hanno popolato la bellissima "Settologia". Il mood è lo stesso, quella sensazione che tutto ciò che possiamo sperimentare non è altro che la rielaborazione di un ricordo. Noi stessi siamo rielaborazioni dei "noi" del passato in una continua sovrapposizione. Il passato costruisce il nostro presente e tutto ciò che è stato è qui, ora, in questo istante. Come quando spargi vecchie foto sul tavolo della cucina e le osservi: le sensazioni risvegliate da quelle vecchie immagini le vivi ora, le emozioni rievocate dal ricordo le provi adesso, il passato è qui, ora. Un breve romanzo che è un vero tesoro. Più leggo Fosse più vorrei leggerlo e rileggerlo, ancora e ancora, per sempre.

lunedì 17 agosto 2026

Giù nella valle

Giù nella valle - Paolo Cognetti

Dopo il grande successo di "Le otto montagne" (bello il romanzo e bellissima la trasposizione cinematografica) leggo questo libro di Cognetti del 2023. E' decisamente più ruvido, un libro dove si intrecciano storie d'amore, rabbia, solitudine, vita vissuta immersi in una natura severa. E' un libro che lascia un alone di tristezza, un senso di abbandono. Ambientato in Valsesia, sotto le pendici del Monte Rosa, narra di rapporti controversi: tra due cani, tra marito e moglie, tra fratelli. Tutte storie che mescolano la solitudine e la devozione, la privazione e l'attaccamento. La vita in un piccolo paese di montagna, con scarse relazioni sociali, lunghi e rigidi inverni, spostamenti difficili, cozza con la modernità, ha più a che fare con il legno, l'ascia e le fumose osterie che con i social media e lo shopping. Vivere in questi luoghi è come un atto di fede e di rinuncia, forse anche un modo per riappropriarsi del silenzio, dei propri limiti, dei propri istinti, siano essi positivi o spiacevoli. 

"Ma è dalla notte dei tempi che gli uomini tagliano le piante, accoppano le bestie e si sfondano la testa a vicenda. Se c'è del male su questa terra è solo roba nostra."

giovedì 13 agosto 2026

La guerra USA

La guerra civile d'America - Seba Pezzani e James Grady

Un libro molto interessante, che fa un po' di chiarezza sulla situazione politica e civile nell'America di oggi. Seba Pezzani ci parla degli stati uniti di Trump, questo bizzarro personaggio che ci lascia esterrefatti ogni qualvolta decide di dare aria alla bocca, scioccati da quante assurde volgarità  e "megalomanate" sia in grado di partorire. Siamo al cospetto dell'uomo con il più alto tasso di arroganza della storia. Eppure ciò che accade è soltanto il venire alla luce di un sentimento colonialista, ultranazionalista e populista che contraddistingue l'America da decenni e che si è amplificato dopo l'attacco alle torri gemelle. Da quel momento l'odio per lo "straniero", per altro manifestato da un popolo di stranieri, ha preso il sopravvento sdoganando qualsiasi mezzo per cacciare l'invasore. Sì, avete capito bene, cacciare l'invasore, loro che si sono presi un intero continente con la forza, segregando e uccidendo i popoli nativi, sottomettendo e schiavizzando i popoli africani, perché quella terra gli era stata promessa da un qualche dio. Ci stupiamo dell'avvento di Trump e del suo secondo mandato, ottenuto dopo aver addirittura aizzato i suoi decerebrati fedeli ad invadere il campidoglio, simbolo della democrazia e del governo, ma ci dovremmo invece stupire di chi, per la seconda volta, lo ha eletto: un'accozzaglia di fanatici diversamente pensanti, pilotati da ridicoli slogan, populismo e sette evangeliche. Queste ultime hanno molto peso negli USA, ed è di sette che si tratta, non di chiese: mercificazione della fede, demonizzazione delle conquiste sociali, punizione divina, condizionamento psicologico: siamo al medioevo. E queste persone, quelle che si bevono gli slogan MAGA di Trump, sono la maggioranza, capite? I democratici (e non sono negli stati uniti...) sembrano incapaci di contrastare il populismo caotico di questo squallido egocentrico governo. Molti americani se ne rendono conto, molti personaggi pubblici prendono posizioni antitrumpiane, attori, musicisti, pensatori, ma non basta: l'America rurale e, diciamolo, un po' ignorante, vive ancora nel vecchio west, si affida alle pistole e elle orazioni dei predicatori di una delle centinaia di chiese, confessioni o presunte tali che nascono come la gramigna negli USA. Il popolo americano vive nella contraddizione: è invasore ma si sente invaso, vuole esportare una democrazia che non possiede a casa propria, si sente portatore di libertà ma è prigioniero di vecchi dogmi e vittima del suo stesso bigottismo. Per quelli come me che hanno superato i cinquanta l'America è sempre stata il simbolo della conquista della libertà, la terra dei viaggi on tre road, del sogno, della musica country, del rock, delle possibilità infinite. Dispiace ora vederla in questa nuova forma. L'America, che è stata il simbolo della liberazione dell'Europa dal nazismo, dopo soli pochi decenni vive in un regime di ultradestra. E gli squadroni di deportatori dell'ICE non sono molto diversi dagli squadroni delle SS del secolo scorso. Fa strano che la parte più moderata e democratica della politica americana non riesca a far aprire gli occhi alla gente, nemmeno di fronte agli sproloqui televisivi di Trump e alle sue scelte disumane. Ma così va il mondo purtroppo, in America e fuori da lì: basta guardarci intorno per capire che i totalitarismi e le dittature tengono sotto controllo la maggioranza degli abitanti della terra e temo che non sarà la democrazia occidentale a sfangarla... Forse gli uomini hanno bisogno di essere dominati, o comunque hanno bisogno di qualcuno che gli dica come dominare gli altri, come usare tutto quel testosterone che gli frulla in corpo. "Pecore", come direbbe il grande Roger Waters. You rock, Seba!

sabato 11 luglio 2026

L'avversario

L'avversario - Emmanuel Carrére

Un libro davvero raggelante. La storia di un uomo che ha vissuto prigioniero della menzogna. Un uomo che è stato incapace di accettare le sue debolezze e la sua inadeguatezza, costruendo una sorta di realtà alternativa dalla quale non è più riuscito a fuggire. Incapace di ammettere e confessare una vita costruita nella bugia e nell'invenzione, pilotato da un "demoniaco" alter-ego, metterà fine al suo teatro nel modo più allucinante possibile: sterminando tutta la sua famiglia. E' un racconto che non lascia indifferenti. Carrére ricostruisce la vita di Romand prima del tragico fatto di cronaca, ripercorrendo gli eventi che lo hanno portato a una lenta discesa in un abisso di invenzioni e fantasie. Lo fa con grande bravura e distacco, senza lasciarsi andare a giudizi. Di suo avevo già letto la biografia dedicata al grande P.K. Dick, uno dei miei scrittori preferiti, anch'essa bellissima. L'Avversario è un libro che lascia sensazioni strane, irrisolte. Perché la macabra e triste storia di Romand ci cattura e ci interessa tanto? Secondo me perché mette in discussione la realtà, sdoganando la possibilità di creare un altro "noi stessi" rischiando di perdere il controllo, di non poterne di fatto uscire. Non mettiamo forse in scena ogni giorno il nostro personaggio? Non è forse la "vita bugiarda" di Romand un'estremizzazione di ciò che ognuno di noi fa ogni giorno per sopravvivere? Ci raccontiamo balle, è questo ciò che facciamo. Modelliamo ogni giorno il nostro "io" facendoci influenzare dai nostri desideri, da ciò che gli altri si aspettano da noi, dal nostro egocentrismo e da chissà cos'altro. E' un libro da leggere, offre molti spunti per riflettere sulla natura umana.

"Quando parlavano di lui, a tarda notte, non riuscivano più a chiamarlo Jean-Claude. Non lo chiamavano nemmeno Romand. Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome."


giovedì 18 giugno 2026

Dove tutto può accadere

Dove tutto può accadere - Gabriella Greison

E' sempre un piacere passare qualche ora con la Greison, in compagnia dei fisici che hanno rivoluzionato il nostro modo di interpretare il mondo o, se preferite, di percepire la realtà. La fisica delle particelle ha portato una ventata di novità, le equazioni di Dirac, Schrodinger, Heisenberg, Pauli (quelli che Gabriella chiama "i Beatles" della fisica) hanno creato paradossi, hanno fato rizzare i capelli a molti, hanno scompigliato le carte e ancora non abbiamo capito bene come riordinarle. Questo libro in particolare è dedicato a Paul Dirac, colui che ha "inventato" l'antimateria e ci ha detto che quello che noi chiamiamo "vuoto" non è proprio vuoto, ma è un pullulare di particelle con energia negativa, invisibili, almeno fino a quando qualcuna di queste, con un salto quantico, diventa "percepibile" e si trasforma in parte della nostra realtà (o qualcosa del genere...chiedo venia). Qualche passaggio è un po' ostico per chi non ha dimestichezza con la fisica, ma il libro è soprattutto divulgativo, incentrato sul personaggio di Dirac, un uomo preciso, uno che guardava tutto come se fosse un'equazione, che amava vivere la vita quotidiana senza sorprese, un maniaco del controllo, una vita passata a scrivere formule, un matematico puro. E particolare attenzione va dedicata all'ultima parte del libro, dove la Greison parla di lei, del suo approccio allo studio e alla vita, del significato di "intenzione", dell'importanza dei sogni. Nelle ultime pagine c'è il motivo per il quale leggo sempre con grande piacere i libri di Gabriella.

"Con il principio di indeterminazione di Heisenberg diciamo che non tutto si può misurare, con l'equazione di Schrödinger possiamo affermare che non c'è nulla di definitivo nelle cose che non vediamo, con il principio di esclusione di Pauli possiamo sostenere che tutto è fatto di vuoto, con l'equazione di Dirac riempiamo quel vuoto e diciamo che il mondo è tutto ciò che accade e anche tutto ciò che può accadere."

"Ci sono persone che non hanno bisogno di nessuno. Traggono pace, armonia, allegria e conoscenza direttamente dallo spirito. È come se non avessero bisogno di intermediari. Se ci pensate, noi teniamo gli occhi chiusi quando gustiamo qualcosa di buonissimo, quando sogniamo, quando baciamo, quando preghiamo, quando piangiamo… perché le cose più belle della vita non sono fuori, ma dentro di noi."

"I libri ti dicono come sei. Gli estranei ti dicono come sei fatto. Funziona sempre così."

"Quelli che passano la vita a raccontare storie in realtà ne raccontano solo una. La propria. Che poi è anche il senso di tutto questo libro."

martedì 9 giugno 2026

A proposito del tempo

L'universo nel suo insieme non evolve nel tempo, ma è l'entanglement a creare il tempo al suo interno

Questo concetto rivoluzionario è formalizzato in fisica dal meccanismo di Page e Wootters. Secondo questa teoria, se guardi l'universo da fuori (da una prospettiva globale e atemporale), lo stato quantico complessivo è statico e immobile. Non c'è un asse del tempo su cui l'universo si muove. L'illusione del tempo emerge solo quando l'universo viene diviso in due parti correlate (entangled): un orologio e il resto del sistema.

Per capire come l'entanglement crei il tempo senza averne bisogno all'inizio, i fisici usano la metafora di un libro

L'osservatore esterno (Dio o il tutto) vede l'intero universo come un libro chiuso appoggiato sul tavolo. La prima pagina, la metà e la fine esistono tutte contemporaneamente nello stesso istante eterno. Il libro non cambia, è statico.

L'osservatore interno (Noi), siamo dentro il libro. Poiché siamo legati quantisticamente (entangled) alle altre particelle e ai nostri orologi, possiamo leggere le pagine solo una alla volta, in sequenza. Per noi, la transizione da una pagina all'altra è ciò che chiamiamo scorrere del tempo.

Il tempo come condivisione di stati

Nel mondo quantistico, dire che il tempo passa significa semplicemente che lo stato del sistema A (il mondo) cambia in funzione dello stato del sistema B (l'orologio).

Se l'orologio segna il valore 1, il mondo si trova nella configurazione X; se l'orologio segna 2, il mondo si trova nella configurazione Y.

L'evoluzione non avviene nel tempo; il tempo è la coordinata che descrive questa ragnatela di relazioni quantistiche. Se distruggessi l'entanglement globale, isolando ogni singola particella, il tempo per quell'universo cesserebbe istantaneamente di esistere.

Questo modello non è solo filosofia astratta. Scienziati e istituti di ricerca (inclusi studi condotti dal CNR italiano) hanno eseguito esperimenti reali con fotoni entangled, dimostrando empiricamente che un osservatore esterno vede uno stato immobile, mentre un osservatore interno sperimenta un'evoluzione temporale.

Alla base di tutto non ci sono gli oggetti (le particelle) o il contenitore (lo spaziotempo), ma le relazioni.

Questo cambio di paradigma è radicale. Le cose non esistono in isolamento per poi entrare in relazione tra loro; al contrario, sono le relazioni a creare le cose e le loro proprietà, inclusi lo spazio e il tempo.

I fisici descrivono questa visione attraverso tre concetti chiave

Nessun oggetto è autonomo

In meccanica quantistica (in particolare nell'interpretazione relazionale di Carlo Rovelli), le proprietà di un oggetto come la posizione o la velocità, esistono solo rispetto a un altro oggetto con cui sta interagendo. Una particella isolata dal resto dell'universo non ha proprietà definite.

Le relazioni creano lo spazio

Lo spazio non è uno sfondo vuoto dentro cui si muovono le cose. Lo spazio emerge dalla ragnatela di connessioni (l'entanglement) tra i costituenti fondamentali. Se due elementi sono fortemente interconnessi, per noi osservatori macroscopici appariranno vicini nello spazio.

Le relazioni creano il tempo

Come abbiamo visto con il meccanismo di Page e Wootters, il tempo è la correlazione tra un sistema che fa da orologio e il resto del mondo. Il tempo è il modo in cui una relazione muta rispetto a un'altra.

L'analogia dell'alfabeto e delle paroleImmagina le lettere dell'alfabeto.

Una singola lettera A o T isolata non ha alcun significato intrinseco, è solo un segno grafico. Il significato (l'informazione, la storia, il concetto) nasce esclusivamente dal modo in cui le lettere si mettono in relazione tra loro per formare le parole e le frasi.

Allo stesso modo, la fisica fondamentale ci sta dicendo che l'universo non è fatto di mattoncini elementari staccati, ma è un immenso tessuto di relazioni dinamiche. Se togli le relazioni, la realtà svanisce. 

Carlo Rovelli

venerdì 22 maggio 2026

Il male esiste

Il volto del male - Stefano Nazzi

Dal seguitissimo podcast di Stefano Nazzi nasce questo libro, una raccolta di storie di cronaca su efferati crimini compiuti da killer italiani. Non un resoconto dettagliato dei delitti e delle indagini, ma uno sguardo suggestivo e disturbante su uomini che hanno ucciso senza pietà e per motivi apparentemente incomprensibili. Come nel podcast, anche nel libro, Nazzi si pone esclusivamente come voce narrante e si focalizza sul dopo, su quello che le indagini hanno permesso di scoprire. Non ci sono giudizi o tentativi di spiegare il male inferto gratuitamente da queste persone. Ai lettori è affidato il compito di cercare una motivazione, una spiegazione, sempre che esista. Forse, più semplicemente, ci sono persone che fanno del bene agli altri, per indole, senza avere nulla in cambio e ce ne sono altre che, al contrario, fanno del male, provocano dolore, uccidono. Devo dire che dopo aver letto questo libro mi sento più "normale". E non so se è un bene.


martedì 28 aprile 2026

Satana cala su Mosca

Il Maestro e Margherita - Michail Bulgakov

Un libro fantasmagorico, davvero bellissimo. E' grottesco, platealmente teatrale, suggestivo, tipicamente russo, ricercato, onirico, storico, e allo stesso tempo è angosciante, sensuale, macabro, addirittura splatter. E' incredibile, qui sembra che Fedor Dostoevskij sia uscito a cena con H.P. Lovecraft e con Clive Barker, e che insieme abbiano deciso di scrivere una demoniaca storia amorosa ambientata nella Mosca dei primi decenni del novecento. Bella la prosa, molto trascinante e scorrevole, con un linguaggio pulito, ricercato e immaginifico. E' un vero classico, ho aspettato troppo a leggerlo, e ora mi tocca metterlo tra i miei libri preferiti. Devo farlo, perchè è un romanzo che ha tante, troppe cose che mi piace trovare in un libro: il mistero, l'ironia, la paura, l'inafferrabilità delle cose, della vita. Quando la realtà diventa fumosa, poco comprensibile, quando perde i contorni e diventa indefinita, soggettiva, sono nella mia zona confort. I personaggi soprannaturali che popolano questa storia sono assurdi e allo stesso tempo tangibili. Sembrano usciti dalla tana del bianconiglio o da un antro schifoso, sono incredibili ma reali, seducenti, disturbanti e ridicoli. A un certo punto non sappiamo più se siamo a Mosca, a Gerusalemme o sulla "strada per il castello, oltre la città di Goblin" (cit. Labirinth), circondati da scostumati giullari, gatti che camminano su due zampe e cadaveri ambulanti. Detta così sembra di avere a che fare con un fantasy, ma è un libro stratificato che mischia la letteratura classica con quella fantastica: amori, arte, religione, oscure presenze, personaggi grotteschi. Un circo!

"Seguimi lettore! Chi ti ha detto che non esiste a questo mondo l'amore vero, fedele ed eterno! Al mentitore sia tagliata la malefica lingua."


domenica 29 marzo 2026

Ago e filo

Vaim - Jon Fosse 

Finalmente un nuovo libro di Fosse e immediatamente ci si ritrova immersi nel suo multimondo, fatto di ricordi, aspettative, sogni, speranze, un luogo onirico nel quale la vita ti succede e tu non puoi fare altro che rielaborare e rivivere ciò che è stato. Tutto il nostro essere non è forse una continua mescolanza di ricordi? I tre protagonisti del libro (credo sarà poi una trilogia) si confondono e si sovrappongono, come è tipico nelle opere di Fosse, divenendo un'entità multipla ma allo stesso tempo unica. A unire i personaggi è Eline, il lato femminile della storia, donna forte, che guiderà i destini dei protagonisti fondendoli nell'esperienza della perdita e dell'abbandono, facendone un tutt'uno. C'è una sensazione di inquietudine, di celata violenza, di oscurità, di impotenza di fronte al destino. Lo stile è quello di Fosse, quello già sperimentato nella sua bellissima settologia: frasi lunghe pagine, esperienze che si ripetono e si sovrappongono dando vita a una realtà che è una commistione di ricordi e desideri. Un continuo loop di pensieri che riportano in vita personaggi ed esperienze vissute per ricostruire un presente modellato da ciò che portiamo in dote dal nostro passato e dal quale non possiamo liberarci. Navighiamo a vista, come i/il protagonista, su un piccolo peschereccio a motore, tra un porticciolo e un altro, in cerca di un senso al nostro passato o a una via per sfuggirgli. Quando leggi un libro di Fosse non sai mai se ciò che è narrato sta accadendo veramente ma, soprattutto, che differenza fa? Pensiamo, rimuginiamo, e questo è tutto.

martedì 17 marzo 2026

Rinascita e speranza

Il sentiero degli aghi di pino - Mauro Corona

Quando esce un libro nuovo di Mauro Corona lo leggo d'ufficio, è un'abitudine, un ritorno, una compagnia. Ho iniziato coi suoi racconti molti anni fa e ho continuato a seguirlo. E' come tornare ogni tanto a casa, perchè i suoi libri hanno un sapore preciso, riconoscibile, sono tutti ritagli di un'unica vita vissuta. Nostalgia, natura, tradizioni, sapore di terra, aria di montagna, solitudine, abbandoni... In questo suo ultimo lavoro c'è maggiore spazio per la speranza, la possibilità di rimediare agli errori e di riguadagnare il rispetto e il perdono. Sono sincero, ho preferito altri suoi libri a questo. Leggendo i suoi lavori ho sempre l'impressione che quello che ho tra le mani sia il suo ultimo libro, il suo lascito, il suo testamento. C'è sempre una sensazione di "fine", quella voce che ti dice: ecco, questo sono stato io, mi svelo e vi saluto. Ogni suo libro sembra l'addio al mondo, ma poi ne esce un altro, e un altro ancora. Mi mancano le storie come "il canto delle manere" o "storia di neve", ma nonostante tutto eccomi qua, che chiudo l'ultimo libro di Maurino e aspetto il prossimo...


venerdì 6 marzo 2026

Il potere delle parole

Con Parole Precise - Gianrico Carofiglio

Un saggio interessante, veloce e ricco di esempi, quasi un manuale. Si parla di parole e del loro uso improprio. Carofiglio richiama la nostra attenzione sull'uso corretto delle parole, soprattutto quanto si ha a che fare con la politica, l'informazione e la giustizia. Avete mai provato a leggere il testo di una legge o di una sentenza? Il sistematico e voluto uso scorretto delle parole è un'arma potente e rende inefficiente e deficitario il rapporto tra cittadini e istituzioni, falsificando la percezione della realtà. Il nostro vocabolario, il nostro modo di parlare e scrivere, sono anche il mezzo che usiamo per pensare. Un vocabolario più ricco e la capacità di comunicare con parole corrette ci permettono di elaborare pensieri più complessi e articolati. Gran parte della comunicazione alla quale siamo sottoposti è inquinata da un linguaggio deviante. Il sottotitolo di questo libro "manuale di autodifesa civile" è, direi, azzeccato.

"La base per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se si riesce a controllare il significato delle parole, è possibile controllare le persone che le devono usare. (Philip K. Dick)"


lunedì 2 marzo 2026

Satantango

Satantango - Laszlo Krasznahorkai

Denso, drammatico, dissacrante, onirico e non so cos'altro. I personaggi di questo libro sono caricature , comparse teatrali, uomini e donne immersi nel fango della campagna ungherese, anime senza un futuro che arrancano nella povertà più assoluta, con una sigaretta tra le labbra e una bottiglia sempre a portata di mano. Vivono nei ricordi, e ripongono le loro speranze in un ambiguo e istrionico figuro, una sorta di profeta, in bilico tra "salvatore" e "traditore". Sarà lui a smuovere le acque, a far uscire queto manipolo di ubriaconi dalla loro baracca nel bosco, un luogo dove un lurido oste riempie bicchieri di brodaglie alcooliche, dove passano le vite e i racconti degli avventori, dove ogni tanto, al suono di una fisarmonica, si scatena un ballo senza regole, il "tango di satana". E' un libro nel quale la disperazione e la leggerezza vanno a braccetto. Ci si trova completamente prigionieri di questo sperduto villaggio ungherese, letteralmente immersi nel fango e nella pioggia, un non-luogo che sopravvive a fianco di un non ben precisato "stabilimento" in rovina, dove tutto, non solo la fabbrica, è in rovina: le case, le baracche, le persone. Si ha la sensazione di vivere in un mondo post-apocalittico, i luoghi descritti mi hanno ricordato il bosco che circonda la centrale dismessa di Cernobyl. In tutto questo marciume e nonostante le vite senza speranza dei personaggi, c'è spazio per qualche risata e c'è addirittura una sensazione di invidia per queste anime perse che riescono a vivere con ironia e spensieratezza le peggiori umiliazioni, i lutti, la dannazione a cui sono condannate. La prosa è densa, a tratti impegnativa, poetica e allo stesso tempo irriverente, sarcastica. La storia lascia un gusto amaro, le speranze restano tali, non c'è salvezza da una fine triste, non c'è modo di sfuggire al controllo (siamo osservati, pilotati, controllati, soggiogati da altri uomini, dalla natura, da cose inspiegabili). Mentre il racconto procede prende corpo anche un lato onirico, si insinua in noi la sensazione che le vicende si allontanino dalla realtà, perdano consistenza. Il tutto inizia con la perdita di coscienza dei personaggi: una sera, stremati dalla fatica, si addormentano tra incubi e deliri. La prosa stessa perde senso, le parole si legano e diventano illeggibili. Nei capitoli finali si apre una nuova prospettiva, che non può essere discussa per non spoilerare il libro. Leggerò sicuramente altro di Krasznahorkai, il primo incontro mi ha convinto. Nel frattempo mi allenerò a pronunciare il suo nome.

"Dio è stato un errore. Perché ho capito che tra me e un insetto, tra un insetto e un fiume, tra un fiume e un urlo che lo scavalca, non c'è alcuna differenza. Tutto è vuoto, senza senso, funziona solo a causa della pressione di una fluttuazione caotica, senza tempo, ed è la nostra immaginazione, e non il perpetuo fallimento dei nostri sensi, a portarci verso la continua tentazione della fede, nella speranza che prima o poi riusciremo a evadere dai nostri miseri rifugi. Non c'è scampo zuccone."

"Guardò tristemente il cielo funesto, i residui riarsi dell'estate segnata dall'invasione di cavallette, e improvvisamente su un unico ramoscello d'acacia vide passare la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno, e gli sembrò di percepire la totalità del tempo come un inganno farsesco nella sfera immobile dell'eternità, che attraversa la discontinuità del caos creando la satanica finzione di un percorso rettilineo, spacciando tramite una falsa prospettiva l'assurdo per necessità... e vide se stesso..."

domenica 8 febbraio 2026

La bugia dell'orchidea

La bugia dell'orchidea - Donato Carrisi

Come in tutte le storie di Carrisi ci si immerge in un mistero difficile da risolvere. Intatta la capacità' dello scrittore di tenere alta la tensione e centellinare scoperte e nuovi enigmi. Per gli amanti del thriller è una lettura piacevole. Non sperate in una soluzione facile, non avrete tutte le risposte che cercate. Molte porte si chiuderanno, altre rimarranno aperte, altre ancora resteranno socchiuse e, se avrete il coraggio di sbirciare, potreste scoprire cose che non vorreste vedere. Mi è piaciuta la fusione tra la cronaca, i fatti di sangue, e la parte più esoterica. Resta sempre quella bella sensazione che non tutto è come sembra, non tutto è spiegabile, ma soprattutto ogni spiegazione della realtà è cosa nostra, è soggettiva. Esiste ogni cosa in cui crediamo e non viceversa.

venerdì 30 gennaio 2026

Il multiverso di Auster

4321 - Paul Auster

4321 è forse il lavoro più conosciuto di Paul Auster. Il romanzo è la storia di Archie Ferguson e della sua famiglia di ebrei immigrati a New York, con la particolarità che il libro è strutturato come un multiverso e al suo interno convivono quattro storie alternative o, se volete, parallele. I capitoli sono numerati con il numero del capitolo seguito da un secondo numero (da 1 a 4) che identifica quale linea del destino stiamo seguendo. Avremo così, ad esempio, i capitoli 3-1, 3-2, 3-3, 3-4 e a seguire 4-1, 4-2, 4-2, 4-4. All'inizio c'è un po' di panico, dato che abbiamo a che fare anche con una gran quantità di nomi e di intrecci famigliari. Io, dovendo per forza di cose spezzettare la lettura in molti giorni, ho risolto la cosa tenendo un foglietto con appunti nel libro, dove ho segnato solo gli eventi principali di ogni storia. Mi ha aiutato all'inizio di ogni nuovo capitolo a riepilogare mentalmente in che universo stavo navigando. Ho scelto di leggerlo in sequenza, così com'è stampato, saltando da una storia all'altra. Si fa senza grossi problemi, basta rompere il ghiaccio. In alternativa si può scegliere di leggere le quattro storie per intero, dall'inizio alla fine, per poi ripartire da capo con la seconda variante e così via. Non saprei dire quale sia la soluzione migliore. Io ho scelto la prima perché avevo l'impressione di rispettare maggiormente la proposta dell'autore, non volevo snaturare il meccanismo. Il libro è un viaggio nella storia degli Stati Uniti dagli anni '50 fino al 1970, con maggiore attenzione alla fine degli anni '60, nel periodo della guerra in Vietnam, delle occupazioni universitarie e delle furiose lotte per i diritti dei neri e degli immigrati. Sono gli anni del college, dei primi amori, dell'adolescenza di Archie e il suo periodo di passaggio alla vita adulta. E' un romanzo lungo (un migliaio di pagine) ma scorrevole e piacevole. La sua forza è proprio quella di focalizzare la nostra attenzione sull'alternativa, sul potere delle scelte, fatte o non fatte. Molto azzeccato anche il finale, sul quale non si può dire nulla per non rovinare la sorpresa a chi si vorrà cimentare con questo bel tomo. Un libro che ci dice che siamo sola una delle tante alternative delle persone che potevamo essere. Forse ogni bivio ci divide, un altro "noi" procede in altre direzioni, siamo immortali.

giovedì 25 dicembre 2025

Vibrazioni, possibilità, interazioni

Sull'eguaglianza di tutte le cose - Carlo Rovelli

Interazioni, probabilità, rapporti, rappresentazioni, è questa l'intricata e fumosa realtà di cui siamo parte. Ci relazioniamo con il mondo che conosciamo da dentro, osservandolo dall'interno, non c'è possibilità di guardarlo da fuori. Non siamo dei o creatori, non siamo osservatori esterni, siamo solo parte di ciò che cerchiamo di spiegare. Di cose infinitamente grandi, di cose estremamente piccole, di tempo, di questo e molto altro parla questo saggio di Rovelli. Insieme agli altri suoi libri ci presenta un modo "moderno" di concepire la realtà di cui facciamo parte, evitando di cadere nella tentazione delle verità assolute. E' inutile cercare leggi universali e incontrovertibili, certezze non modificabili: tutto è relativo e ogni cosa può essere percepita e spiegata in più modi. Lo stesso linguaggio che utilizziamo per spiegarci le cose è relativo e limitato, e anch'esso parte della "cosa". Una teoria scientifica non sostituisce altre teorie, il micromondo della fisica quantistica convive con il macromondo della fisica classica, non ci sono contraddizioni, solo sguardi diversi, più o meno dettagliati, diverse interpretazioni di sistemi in relazione tra loro. Queste sicuramente non solo parole che rendono giustizia a un testo così denso e complesso, sono quelle che mi escono appena terminata la lettura. Ogni singola cosa, materiale o immateriale, esiste in relazione a qualcos'altro, la si valuta rapportandola ad altro, nulla è "a se stante". Anche questo libro di Rovelli, come ogni altro suo libro che ho letto, e forse ancora di più, mi ha sconquassato e commosso, ha la forza di suggerire nuove prospettive, è uno sprone a rivedere le nostre timide certezze e ad accettare un mondo intricato e connesso come una fitta ragnatela. Leggete i libri di Rovelli, vale la pena.

"Credo che idee come certezza assoluta, esattezza assoluta, verità finale, ecc. siano frutto dell'immaginazione e che non dovrebbero essere ammissibili in nessun campo della scienza. Questo allentamento del pensiero mi sembra la più grande benedizione che la scienza moderna ci abbia dato. Perché la fede in un'unica verità e nell'essere il possessore di essa è la causa principale di ogni male nel mondo."

"Il mondo contiene noi, che in parte lo conosciamo, e il mondo di cui parliamo è ciò che ne conosciamo. E' il cerchio felice di cui siamo parte."

"La fisica stressa è un canto, con cui ci rivolgiamo al mondo e il mondo si rivolge a noi. E i diversi canti con cui cantiamo il mondo risuonano fra loro, si rispecchiano, si parlano. Questo sterminato affresco sonoro che disegnano insieme, di cui noi siamo al tempo stesso motivi, modulazioni e ascoltatori, è ciò che chiamiamo realtà."

"Non ci servono fondamenti ultimi, modelli assolutamente rigorosi, linguaggio perfettamente chiaro. Non ci servono certezze assolute. Ci serve la leggerezza della circolarità, della complessità, dell'ambiguità, delle metafore, delle emozioni, dell'accettazione dell'incertezza e del cambiamento."


martedì 16 dicembre 2025

Un decimo di te

Un decimo di te - Marco Maccarini

Un decimo di sé è il peso che il camminatore dovrebbe portare sulle spalle, per viaggiare leggero, togliere il superfluo, limitarsi all'indispensabile per avere maggiore libertà. E' un concetto legato non solo all'aspetto fisico, ma anche a quello mentale. Marco è quel ragazzo scanzonato che abbiamo conosciuto su MTV negli anni '90 e che ha contribuito a creare un modo nuovo di fare televisione, nel bene e nel male. L'ho scoperto un vero appassionato del cammino, con tutto ciò che questo implica: fatica, introspezione, ricerca. E' un aspetto che non avrei legato al suo personaggio, e invece dalle sue parole trapela la passione per il camminare e soprattutto per i rapporti umani che si possono sperimentare entrando in contatto con sconosciuti sulla via, un'umanità variegata e sorprendente. Anche l'idea di cammino di Marco è variegata, e alterna momenti di solitudine a momenti di condivisione con gli amici, senza rinunciare all'aspetto social. Un libro che è un po' diario di viaggio, un po' biografia, un po' ricordi, nostalgia e tanti, tanti passi. Divertente.


martedì 9 dicembre 2025

Fiori per Algernon - Daniel Keyes

Fiori per Algernon è ritenuto un classico della letteratura di anticipazione o, se vogliamo, della letteratura di formazione. Io non lo avevo mai letto e sì, devo dire, mi è piaciuto. E' un racconto con base fantascientifica, ma è un dato che si riferisce esclusivamente all'esperimento che consentirà ai due protagonisti, un topo e un uomo, di espandere la propria intelligenza. Il tema del libro è tutt'altra cosa, volto a capire se l'intelligenza sia o meno la chiave per una maggior soddisfazione nella vita, il passaporto per la felicità, se sia effettivamente l'agognato traguardo del genere umano. E' un libro che suscita grande empatia col personaggio ed è per questo un racconto molto commovente. Le domande sono tante, una su tutte: Il possesso di una maggiore intelligenza e, di conseguenza, di una maggiore conoscenza dello scibile umano, può donare la felicità o avvicinarci maggiormente alla comprensione dell'uomo? E' logico pensare che sia così, ma forse la nostra soddisfazione nella vita passa attraverso i rapporti e le interazioni, gli eccessi e le sensazioni, più che attraverso la comprensione. Perchè la comprensione delle leggi che regolano il mondo sarà sempre e comunque parziale, condizionata, soggettiva: alla fine sarà sempre un'interpretazione. Troppa conoscenza e tanta intelligenza possono invece portare all'arroganza, all'insofferenza e all'intolleranza, alimentate dall'illusione di poter "capire". Pensare troppo può portare alla pazzia, certamente all'infelicità.


domenica 16 novembre 2025

Un po' vivo, un po' morto...

 
Ucciderò il gatto di Schrodinger - Gabriella Greison 

Un libro molto godibile, sia che vi piacciano i testi di divulgazione scientifica, sia che siate amanti del romanzo. Uno dei pregi di questo testo, infatti, è quello di riuscire a fondere la narrativa con il saggio. Ben scritto, scorrevole, mescola vita vissuta, sogni e teorie legate alla meccanica quantistica capaci di sconvolgere la nostra visione del mondo. Al cospetto delle equazioni dei fisici che popolano questo romanzo, Schrodinger su tutti, le nostre scarse certezze vacillano, poi cadono, per lasciare posto a una realtà fatta solo di interazioni e possibilità. Come ho già più volte scritto, sono letture che vale veramente la pena di affrontare, se non altro perché ci stimolano domande talmente grandi da metterci in ginocchio e ci aiutano a riordinare un po' la nostra scala delle priorità (è sballata, credetemi).  La Greison è brava, leggera anche nell'affrontare temi difficili, riesce a coinvolgere il lettore e a ficcargli nella testa una bella dose di incertezze sulla sua esistenza. Viva i "se" e i "ma", ci fanno vivere peggio forse, ma ne vale la pena. Io ne sono stato completamente coinvolto, e quando, verso la fine del libro mi sono imbattuto nella domanda delle domande "Chi è l'osservatore? Dove si trova? Chi guarda può solo guardare se stesso che guarda?", ecco , in quel momento ho capito che la Greison vive a Twin Peaks, e mi sono ritrovato finalmente, di nuovo, nel mondo del grande David Lynch, che mi diceva: viviamo in un sogno, ma chi è il sognatore? Leggetelo questo libro, per provare a dare un senso a questa vita, che un senso non ce l'ha (come cantava Vasco).

"Quando capisci che tutto è basato sulla probabilità e non su Newton, il mondo ti si sfalda in mano. E io l'ho appena capito."

"Ogni singolo individuo non è altro che uno degli aspetti di sé. Siamo tutti una grande illusione."

"L'immaginazione è più importante della conoscenza."

"Le cose iniziano a esistere solo nel momento il cui decidiamo di crederci."

"Succede, a volte, di aprire gli occhi e trovarsi al buio. Scoprire che tutto quello che credevamo di sapere non è poi così affidabile. Può capitare in un attimo, basta pochissimo. E poi non si può più tornare indietro."