Non so quanto c'è di autobiografico in questo nuovo romanzo del Mauro nazionale. Parto dal presupposto che ogni opera è in qualche modo autobiografica e per questo resto toccato da tanto astio e tanta violenza. La prima parte del libro l'ho trovata cruda, con concetti troppo volte ribaditi. La seconda parte mi è piaciuta, il mistero si fa fitto, le speranze di redenzione muoiono. Gli uomini sono violenti, vogliono il potere, odiano il qualche modo l'altro sesso, quello forte. Tutto sommato da leggere.
Nel muro - Mauro Corona (Mondadori)
giovedì 7 marzo 2019
giovedì 21 febbraio 2019
Il tennis è musica
Libri sul tennis ce ne sono tanti, dai tomi enciclopedici di Clerici alle biografie dei campioni, scritte più o meno bene e spesso poco interessanti. Ne ho letti pochi. Due però mi sono piaciuti: Open, biografia di Agassi, e questo "Il tennis è musica" del nostro Adriano nazionale. Un libro piacevole. Capitoli brevi, ognuno dedicato a una figura che ha lasciato il segno nella storia di questo sport. Un libro con quel filo di nostalgia per il tennis più classico, fatto di finezze, di astuzie e non solo di palle scagliate come missili terra-aria. Un ricordo lucido di persone che del tennis hanno fatto la loro vita, ragazzi in lotta con se stessi, ad arrovellarsi in questo sport che più di ogni altro ti mette di fronte alle tue debolezze. Un occhio particolare alle emozioni che ci hanno fatto vivere i campioni di questo sport, una volta più umani, ora più che mai competitivi e, se volgiamo dirlo, meno interessanti. Viva il tennis!
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lunedì 14 gennaio 2019
"La tristezza durerà per sempre." V.Van Gogh
Sono andato a vedere il film su Van Gogh, l'ultimo di tanti. Avevo letto qualche lode e molte critiche sulle scelte del regista. Molto della biografia del pittore è tralasciato. Certo, vero, però... c'è un grosso però: ed è che il film mi ha completamente assorbito e trasportato nella tristezza, nella solitudine, nella visione del pittore, dell'uomo, anzi dell'uomo-pittore (perché nel caso di Van Gogh la cosa risulta inscindibile). Un film di un paio d'ore può cogliere solo alcuni aspetti della vita di un uomo. Non c'è tutta la sua vita, certo. Ma c'è tanta passione in questo film, con quelle inquadrature traballanti come la mente del pittore, con quelle scene offuscate nella metà inferiore, come lo sguardo di un uomo che guarda il mondo con le lacrime agli occhi. W.Dafoe è perfetto, incredibile; no è di più. E' Van Gogh. Per me è un film bellissimo, da vedere assolutamente, da ascoltare. Mi sento ancora addosso quegli occhi.
giovedì 10 gennaio 2019
Doctor Sleep
Dopo tanti anni che mi ero ripromesso di farlo, ho letto Shining. Sull'onda emotiva di questo bellissimo thriller ho letto anche il recente seguito "Doctor Sleep". E non sono rimasto deluso. Il confronto è difficile, Shining è un classico, molto più psicologico del suo seguito. Questo è un libro diverso, se possibile più fantasy. Ma un fantasy con i piedi per terra (è un controsenso ma è così), dove l'esistenza di persone con poteri straordinari ed esseri non umani, è tangibile, credibile, magica. Un romanzo on the road, buoni e cattivi, creature lugubri e misteriose. Mi viene di accostarlo un po' a Clive Barker e Neil Gaiman. Un romanzo godibile.
mercoledì 28 novembre 2018
La luccicanza
SHINING - Stephen King
Dopo tanto tempo mi sono deciso a leggere questo classico di King. Dico subito che mi è piaciuto, un'atmosfera che ti cattura subito, molta suspense e molta inquietudine. L'unico rammarico è aver visto più volte il film di Kubrick e non potevo fare a meno di veder scorrere le immagini del film durante la lettura. Tutto sommato però non rovina l'effetto. Ci sono differenze ma lo stato d'animo, l'angoscia e la lettura dei personaggi rimangono identiche. Bello il libro, bello il film.
Dopo tanto tempo mi sono deciso a leggere questo classico di King. Dico subito che mi è piaciuto, un'atmosfera che ti cattura subito, molta suspense e molta inquietudine. L'unico rammarico è aver visto più volte il film di Kubrick e non potevo fare a meno di veder scorrere le immagini del film durante la lettura. Tutto sommato però non rovina l'effetto. Ci sono differenze ma lo stato d'animo, l'angoscia e la lettura dei personaggi rimangono identiche. Bello il libro, bello il film.
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martedì 2 ottobre 2018
Pallido Re
Decido di leggere quest'ultimo incompleto rimasuglio di Wallace, con la triste consapevolezza che dopo non avrò più niente di suo da leggere... Potrò però ri-leggerlo. Perché lui è una continua illuminazione. Lo leggi o lo rileggi e ogni volta ti toglie un pezzo di velo che copre la percezione del mondo che hai intorno. Il mondo che stanno tentando di venderti (in senso letterale)...facendoti completamente dimenticare che moriremo. Teniamolo a mente: moriremo.
Un estratto dal libro:
"La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà più e la nostra infanzia è finita e con lei l'adolescenza e il vigore della gioventù e presto anche l'età adulta, che tutto quello che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene, tutto se ne va e anche noi, anch'io, da come sono sfrecciati via questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch'io, chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo più veritiero di dire "morire", "andarsene", il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d'inverno... E non solo questo, ma tutti quelli che mi conoscono o sanno anche solo che esisto moriranno, e poi tutti quelli che conoscono quelle persone e potrebbero anche solo aver sentito parlare di me moriranno, e via dicendo, e le lapidi e i monumenti funebri che paghiamo profumatamente per essere sicuri di restare nel ricordo, quanto dureranno, un centinaio d’anni? Duecento? Dopodiché si sgretoleranno, e l’erba e gli insetti che la mia decomposizione andrà ad alimentare moriranno, e i loro discendenti, o se sarò cremato gli alberi che si nutriranno delle mie ceneri portate dal vento moriranno o verranno abbattuti e marciranno, e la mia urna marcirà, e nell’arco di tre o quattro generazioni sarà come se non fossi mai esistito, non solo me ne sarò andato ma sarà come se non ci fossi mai stato, e nel 2104 o che so io la gente non penserà a Stuart A. Nichols Jr. più di quanto io pensi a John T. Smith nato nel 1790 o nel 1864 a Livingston, in Virginia o ad altri. Che ogni cosa arde, a fuoco lento, e siamo tutti a meno di un milione di respiri da un oblio più totale di quanto riusciamo anche solo lontanamente a immaginare, anzi, forse viene proprio da qui la folle ossessione americana per la produzione, produrre, produrre, incidere sul mondo, dare un contributo, una forma alle cose, per aiutare a distrarci da quanto siamo piccoli, totalmente insignificanti e temporanei».
David Foster Wallace (Il Re pallido)
Un estratto dal libro:
"La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà più e la nostra infanzia è finita e con lei l'adolescenza e il vigore della gioventù e presto anche l'età adulta, che tutto quello che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene, tutto se ne va e anche noi, anch'io, da come sono sfrecciati via questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch'io, chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo più veritiero di dire "morire", "andarsene", il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d'inverno... E non solo questo, ma tutti quelli che mi conoscono o sanno anche solo che esisto moriranno, e poi tutti quelli che conoscono quelle persone e potrebbero anche solo aver sentito parlare di me moriranno, e via dicendo, e le lapidi e i monumenti funebri che paghiamo profumatamente per essere sicuri di restare nel ricordo, quanto dureranno, un centinaio d’anni? Duecento? Dopodiché si sgretoleranno, e l’erba e gli insetti che la mia decomposizione andrà ad alimentare moriranno, e i loro discendenti, o se sarò cremato gli alberi che si nutriranno delle mie ceneri portate dal vento moriranno o verranno abbattuti e marciranno, e la mia urna marcirà, e nell’arco di tre o quattro generazioni sarà come se non fossi mai esistito, non solo me ne sarò andato ma sarà come se non ci fossi mai stato, e nel 2104 o che so io la gente non penserà a Stuart A. Nichols Jr. più di quanto io pensi a John T. Smith nato nel 1790 o nel 1864 a Livingston, in Virginia o ad altri. Che ogni cosa arde, a fuoco lento, e siamo tutti a meno di un milione di respiri da un oblio più totale di quanto riusciamo anche solo lontanamente a immaginare, anzi, forse viene proprio da qui la folle ossessione americana per la produzione, produrre, produrre, incidere sul mondo, dare un contributo, una forma alle cose, per aiutare a distrarci da quanto siamo piccoli, totalmente insignificanti e temporanei».
David Foster Wallace (Il Re pallido)
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giovedì 2 agosto 2018
Into the wild truth.
Carine McCandless – Into the wild truthCarine, la sorella di Criss McCandless, protagonista del vendutissimo “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer, racconta in questo libro la verità sulla sua famiglia. Per chi, come me, ha seguito con passione le vicende del ragazzo in fuga dalla società e dall’ipocrisia, in cerca di libertà e verità nella natura, è un libro da non perdere. Aiuta a comprendere il ruolo che hanno avuto i genitori di Criss nelle sue decisioni. Chiarisce quanto la violenza verbale e fisica perpetrata negli anni ai suoi danni possa averne influenzato il carattere e possa averlo spinto a “mollare tutto” alla ricerca della purezza di una vita semplice, nei boschi, in armonia con la natura. Liberarsi di tutto, da qualsiasi dipendenza, non aver bisogno delle cose, del denaro, perché la bellezza, la felicità, sono ovunque e non necessariamente nel rapporto con gli altri o con gli oggetti che possediamo. E’ un libro triste, che indaga la violenza domestica, l’arroganza e la cattiveria. Molto doloroso. Nel libro non si parla solo della vicenda di Criss ma anche della vita della sorella Carine e dei suoi rapporti con i genitori, o meglio della loro assenza. Una vita difficoltosa, resa dura dalle violenze subite, ma che può essere riscattata dalla forza di volontà e dalla presa di coscienza che se vogliamo possiamo essere liberi dagli altri. Un libro bello, perché ci obbliga a riflettere e indagare l’arroganza umana e il riscatto
giovedì 3 maggio 2018
L'ora del diavolo
Mi è capitata per mano una raccolta di romanzi brevi di Pessoa. Fra questi "L'ora del diavolo", una sorta di monologo su uomo, dei e anti-dei. Molto bello, Pessoa non delude mai.
Un passaggio:
"Non ho mai avuto infanzia, né adolescenza, né quindi età virile a cui arrivare. Sono il negativo assoluto, l'incarnazione del niente. Quello che si desidera e non si può ottenere, quello che si sogna perché non può esistere - in ciò risiede il mio regno nullo e lì poggia il trono che non mi fu dato. Quello che avrei potuto essere, quello che avrei dovuto avere, quello che la Legge o la Sorte non mi hanno dato - l'ho gettato a piene mani nell'anima dell'uomo ed essa si è turbata a sentire la viva vita di ciò che non esiste. Sono l'oblio di tutti i doveri, l'esitazione di tutte le intenzioni. I tristi e gli stanchi della vita, una volta staccatisi da quell'illusione, levano gli occhi verso di me, perché anch'io, e a mio modo, sono la Stella Lucente del Mattino. E' da tanto tempo che lo sono. [...]
L'umanità è pagana. Ma qualche religione l'ha penetrata. E non è nell'animo dell'uomo comune il poter credere alla sopravvivenza di questa stessa anima. L'uomo è un animale che si sveglia, senza sapere dove né perché..
Quando adora gli dei li adora come feticci. La sua religione è una stregoneria. Così è stato, così è e così sarà. Le religioni sono solo ciò che straripa dai misteri del profano e da esso non è inteso, perché, per natura, non può esserlo." (Fernando Pessoa)
Un passaggio:
"Non ho mai avuto infanzia, né adolescenza, né quindi età virile a cui arrivare. Sono il negativo assoluto, l'incarnazione del niente. Quello che si desidera e non si può ottenere, quello che si sogna perché non può esistere - in ciò risiede il mio regno nullo e lì poggia il trono che non mi fu dato. Quello che avrei potuto essere, quello che avrei dovuto avere, quello che la Legge o la Sorte non mi hanno dato - l'ho gettato a piene mani nell'anima dell'uomo ed essa si è turbata a sentire la viva vita di ciò che non esiste. Sono l'oblio di tutti i doveri, l'esitazione di tutte le intenzioni. I tristi e gli stanchi della vita, una volta staccatisi da quell'illusione, levano gli occhi verso di me, perché anch'io, e a mio modo, sono la Stella Lucente del Mattino. E' da tanto tempo che lo sono. [...]
L'umanità è pagana. Ma qualche religione l'ha penetrata. E non è nell'animo dell'uomo comune il poter credere alla sopravvivenza di questa stessa anima. L'uomo è un animale che si sveglia, senza sapere dove né perché..
Quando adora gli dei li adora come feticci. La sua religione è una stregoneria. Così è stato, così è e così sarà. Le religioni sono solo ciò che straripa dai misteri del profano e da esso non è inteso, perché, per natura, non può esserlo." (Fernando Pessoa)
venerdì 16 marzo 2018
ZERO K
TUTTI VOGLIONO POSSEDERE LA FINE DEL MONDO.
Sono una persone che vorrebbe essere me.
La persona è la maschera, il personaggio inventato in questa miscellanea di rappresentazioni sceniche che costituiscono la nostra esistenza.
Cos'è l'io?
Tutto quello che siamo, senza gli altri, senza amici, estranei, amanti, bambini, strade da percorrere, cose da mangiare, specchi dove guardarci. Ma si è davvero qualcuno senza gli altri?
La morte è un'abitudine difficile da spezzare.
L'elemento fondamentale della vita è che essa ha una fine.
Quand'è che una persona diventa un corpo?
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| My Moleskine |
L'unico tempo che conosco è quello che sento, è tutto ora. Però non so cosa significa.
A dirci chi siamo sono le cose che dimentichiamo.
E' interessante vedere come ogni volta troviamo nuovi modi per parlare di niente.
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giovedì 8 marzo 2018
La festa delle cose
La festa della donna, dell'uomo, dei bambini, degli innamorati, dei nonni, della mamma, del papà, ecc. ecc. servono solo per vendere COSE.
La festa della donna è tutti i giorni, la festa dei bimbi è tutti i giorni, la festa dei nonni, delle mamme, dei papà, degli scapoli, della vita è tutti i giorni. Regaliamo tempo, non cose. Il tempo, quello sì, è la cosa più preziosa che abbiamo.
La festa della donna è tutti i giorni, la festa dei bimbi è tutti i giorni, la festa dei nonni, delle mamme, dei papà, degli scapoli, della vita è tutti i giorni. Regaliamo tempo, non cose. Il tempo, quello sì, è la cosa più preziosa che abbiamo.
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