sabato 23 settembre 2023

Il passeggero

Il passeggero - Cormac McCarthy

Un libro bellissimo. Un libro che parla di tutto, di noi, della nostra costruzione della realtà. Difficilmente inquadrabile, parte con gli elementi di un romanzo classico, un mistero da risolvere, poi tutto naufraga e inizia un viaggio, una fuga prima fisica (del protagonista) poi mentale, spirituale. I dialoghi tra i personaggi che compaiono nella storia spaziano dalla politica alla metafisica, dalla matematica alla fisica, fino all'amore e alla morte. Su un amore impossibile eppure inevitabile si basa la storia di Western e la sua discesa negli abissi. Incontri, sogni, desideri, si fondono a creare la realtà del protagonista. McCarthy mette in discussione il mondo intero e la realtà diventa un costrutto. Attraverso il linguaggio diamo forma a tutto ciò che vediamo, poi mescoliamo tutto con i nostri sogni e i nostri desideri. Il nostro destino è nelle nostre mani? 

"Non diventerai mai ricco vendendo il tuo tempo."

"I morti non possono ricambiare l'amore."

"A prescindere dalla vastità dei tuoi dubbi sulla natura del mondo non puoi concepire un altro mondo senza concepire un altro te."

"La gente fa di tutto per evitare la sofferenza che si merita. Il mondo è pieno di gente che avrebbe dovuto essere più disposta a piangere."

"La storia è una collezione di carta. Qualche ricordo scolorito. Dopo un po’ quello che non è scritto non ha mai avuto luogo."

"Ogni realtà è perdita e ogni perdita è definitiva. Altre non ce n'è. E la realtà che indaghiamo deve prima di tutto contenerci  E cosa siamo noi? Dieci percento biologia e novanta percento mormorio notturno."

"Qualsiasi rimedio alla solitudine non fa che rimandarla. E verrà il giorno il cui non ci sarà più nessun rimedio."

"Quando noi e le nostre opere saremo scomparsi insieme a ogni ricordo che le rievochi e a tutte le macchine in cui quei ricordi potrebbero essere trascritti e conservati e la terra sarà meno di un pezzo di carbone, per chi sarà una tragedia tutto ciò? Dove sarà rinvenuta quest’esistenza? E da chi?"

"Ovviamente dei credo un essere umano ce li ha. Ma io non credo ai fantasmi. Credo nella realtà del mondo. Più dura e scoscesa è la china più crediamo. Il mondo è qui. Non è altrove. Non credo negli aggiramenti. Credo che i morti siano nella terra. Forse un tempo ero come il vecchio Pau. Aspettavo che Dio si facesse sentire e lui non l’ha mai fatto. Lui però ha continuato a credere e io no. Mi guardava e scuoteva la testa. Diceva che una vita senza Dio non ti prepara a una morte senza Dio. A questo non so rispondere."

"Esiste l’odio di massa e il cordoglio di massa. La vendetta di massa e il suicidio di massa addirittura. Ma non c’è il perdono di massa. Ci sei solo tu."

"L’aveva visto un’ultima volta in sogno. Il monello di Dio che arrancava ammantato e bofonchiante sull’arido valico di qualche anonima landa desolata dove il mare gelido e siderale ribolle e si frange e le tempeste arrivano ululanti da quel nero e ondulante alkaest. Arrancando sui ciottoli dell’universo, le spalle sottili rivolte ai venti stellari e il risucchio di lune aliene scure come pietre. Un solitario percorritore di lidi che affretta il passo contro la notte, piccolo e impavido e senza amici."


mercoledì 6 settembre 2023

Saremo fantasmi


Il 2023 mi ha portato due grandi concerti, dopo tanti anni che non ne vedevo uno. Il primo è stato quello di Roger Waters, di cui ho già scritto. Il secondo, in piena estate, quello dei Depeche Mode tornati sul palco dopo la morte di Fletcher. I DM sono uno di quei gruppi che mi ha accompagnato a fasi alterne per tutta la vita. Ho iniziato ad ascoltarli a 17 anni, quando è uscito Music For The Masses, acquistato in cassetta. Poi li ho persi e ripresi più volte, ogni volta che usciva un nuovo disco. Ho sempre voluto vederli dal vivo e non l'ho mai fatto. E finalmente quest'anno ho coronato questo desiderio allo stadio di Bologna. Sono andato con mia figlia, vent'anni, orgoglioso che anche a lei piacciano la voce suadente di Dave Gahan e le atmosfere elettroniche dei Depeche. Si vede che averle fatto ascoltare tanta musica da bambina l'ha influenzata positivamente. Il concerto è bellissimo e passiamo tutta la seconda parte a cantare e ballare. A cinquantadue anni non mi ci vedo più, ma chissenefrega. Sono tornato ragazzo e l'emozione è tanta. Tanti ricordi e tante nuove canzoni. Su tutto aleggia questo senso di precarietà che è la nostra vita. E' una "tristezza gioiosa" quella del nuovo disco (MementoMori) un rassegnarsi positivamente, ma non senza sofferenza, alla morte che ci sta sempre di fianco. Bellissimo concerto.

 








lunedì 4 settembre 2023

Chi siamo veramente?

Trilogia di New York - Paul Auster

-Città di vetro
-Fantasmi
-La stanza chiusa

Il mio primo incontro con Paul Auster. Tre brevi romanzi con un sottofondo da noir/poliziesco, ambientati a New York, nella quale saremo invitati a perderci e a non ritrovarci. Le identità dei personaggi si confondono, si mescolano: l'osservatore è osservato, chi cerca è ricercato, chi scrive la storia è anche il lettore della stessa. Tracce di metanarrativa e grande capacità di creare un ambiente fumoso, dove tutto chiede di essere interpretato. Non c'è un protagonista delle storie, ci sono identità che si confrontano e si scambiano. Possiamo decidere di abbandonare la nostra identità, di cambiarla? Nessuno è sicuro di interpretare se stesso e tutto sembra frutto di un "io" che si moltiplica. Ci si perde facilmente. C'è qualcosa di Kafka in questi racconti o per lo meno io lo percepisco. Bel libro e mi riprometto di leggere altre sue cose.

"Nulla è reale fuorché il caso."

"Le cose muoiono quando noi moriamo, e in verità moriamo tutti i giorni."

"A conti fatti, la vita si riduce a una somma di incontri fortuiti, di coincidenze, di fatti casuali che non rivelano altro che la loro mancanza di scopo."




lunedì 7 agosto 2023

Il gioco del suggeritore

Il gioco del suggeritore - Donato Carrisi

Quarto capitolo del ciclo di Mila Vasquez, o del suggeritore. Sempre molto coinvolgente. Quattro thriller molto belli. Carrisi è un vero talento in questo genere. Quattro libri da leggere, possibilmente nell'ordine in cui sono stati scritti.

"Anche se è difficile da accettare, a volte vittime e carnefici si cercano. Perché hanno delle cose in comune: si somigliano senza saperlo.  A ognuno di noi è destinato un assassino. Come con l’anima gemella, a volte lo incontriamo e a volte no."

"L'uomo solitario può fare del male solo a se stesso. Solo quando sono insieme gli esseri umani diventano malvagi."



mercoledì 26 luglio 2023

Che cosa fa la gente tutto il giorno?

Che cosa fa la gente tutto il giorno? - Peter Cameron

Spaccati di vita nell'America contemporanea. Persone sole, coppie, famiglie, alle prese con la quotidianità, con la vita che ti scorre addosso. Noia, abitudini, solitudini, tempo che passa. Che cosa fa la gente tutto il giorno? 
La mia risposta è: ammazza il tempo, guarda cosa succede, e aspetta. E cerca, cerca senza trovare nulla, come la ragazza di uno dei racconti, che guarda "con la stessa sensazione che provava da bambina quando ribaltava un sasso per trovare qualcosa e non trovava niente: solo la rotondità fredda del sasso e la terra marrone, concava, non che lei sapesse cosa voleva trovare, ma non c’era niente."

"Ricordo di aver pensato che anche il mondo sarebbe finito così, con le persone che scomparivano in silenzio, una dopo l’altra, come se lasciassero una festa senza salutare, finché il padrone di casa si ritrovava solo nella casa vuota, con i bicchieri ancora mezzo pieni e le sigarette calpestate sul tappeto e la nauseante luce impiastricciata dell’alba che sale in cielo."

martedì 11 luglio 2023

Socrate Espress

Socrate Express - Eric Weiner

L'ho trovato bellissimo questo libro, capace di fondere il viaggio "fuori" con quello "dentro". Sul treno vieni "trasportato altrove" da un mezzo non guidato da te; nel frattempo leggi e ti interessi di filosofia e anche in questo modo vieni "spostato" nel tuo modo di vedere le cose, il mondo, la realtà (a saperlo cos'è questa realtà...). Weiner ci offre un'infarinatura di grandi filosofi, antichi e moderni, e fonde le loro esperienze con le sue, nel tentativo di ripercorrere le sensazioni che hanno spinto i grandi pensatori a condividere la loro visione del mondo. E' un libro che offre molti spunti e quando lo finirete vi troverete, come me, con un foglietto pieno di titoli di libri da leggere "assolutamente". Ce la farò mai? Mi servirà a qualcosa?

"In troppi esistiamo, ci riempiamo la testa di questioni sciocche e banali come se avessimo tutto il tempo del mondo, ma non ce l'abbiamo."

"Nell'arco di una vita passiamo sei mesi in coda ad aspettare. [...] Sei mesi sono un bel pezzo di vita. Ed è solo il tempo in cui stiamo in coda; poi c'è quello in cui aspettiamo che l'acqua bolla, che il dottore ci riceva, che un sito si carichi, che il servizio clienti ci risponda, che il caffè esca, che il bambino si addormenti, che il traffico riprenda a scorrere, che ci venga in mente la parola giusta, che nostra figlia che non è mai stata così in ritardo varchi la soglia di casa, che il popcorn scoppi, che il ghiaccio si solidifichi, che la neve si sciolga."

"Avanziamo incespicando sulla strada della vita sperando di raccogliere frammenti di saggezza qua e là, ma nel frattempo siamo disorientati, confondiamo ciò che è urgente con ciò che è importante, ciò che è verboso con ciò che è profondo, ciò che ha successo con ciò che è bello."

"Nel nostro cuore noi persone silenziose sappiamo che la battaglia è persa. (...) qualunque silenzio ci sia, si tratta solo di un fenomeno esteriore: dentro la nostra testa i decibel sono comunque oltre il limite. È questo il problema delle vite di quieta disperazione: sono quiete solo dal di fuori."

"Non solo chi siamo determina ciò che vediamo, ma quello che vediamo determina ciò che siamo. Come dicono i VEDA: Ciò che vedi, diventi."

"Il mondo esiste, dicono (gli idealisti), ma come costrutto mentale, e solo quando lo percepiamo. Per usare un'altra analogia, si pensi alla luce del frigorifero: quando il frigo è aperto, è accesa, e per questo si potrebbe ritenere che lo sia sempre; ma è un errore, perché non si sa che cosa succede quando lo sportello è chiuso. Allo stesso modo, non sappiamo che cosa esiste al di là della capacità percettiva della nostra mente."

"Perdiamo gli oggetti da un momento all'altro, ma l'esperienza della perdita è graduale; ci vuole tempo per accettare che le chiavi della macchina, il portafogli o il cuore non sono soltanto in un posto che non è il solito, ma che hanno attraversato quell'invisibile baratro che separa gli oggetti che possediamo da quelli che abbiamo posseduto. La non esistenza ci terrorizza, abbiamo bisogno di tempo per prenderne atto."

"Desiderare qualcosa è volere qualcosa da esso. Pensiamo che il problema stia nell'oggetto del nostro desiderio, quando in realtà il problema è il soggetto, l'Io; può sembrare che desiderare qualcosa sia prestargli attenzione, ma è un'illusione; siamo presi dal nostro desiderio per l'oggetto, non dall'oggetto in sé. Un tossicodipendente non desidera l'eroina, ma la sensazione che gli dà assumerla e il concomitante sollievo di non sentirne più la mancanza. Ciò che desidera è la libertà dal turbamento mentale, l'atarassia."

"La velocità, ho imparato, è nemica dell'attenzione. La rapidità frammenta la nostra consapevolezza, la riduce in un milione di pezzetti troppo piccoli per essere afferrati."

"Siamo -condannati a essere liberi- (Sartre). Aspiriamo alla libertà ma allo stesso tempo la temiamo, perché essere veramente liberi significa essere i soli responsabili della propria infelicità."



lunedì 29 maggio 2023

Il grande cielo

Alberto Rollo - Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista.

Leggendo questo libro si percepisce la forte connessione emotiva tra lo scrittore e la montagna, intesa come luogo ma soprattutto come "stile di vita" o "stile di pensiero". Una connessione nata ancor prima di frequentare i luoghi, nata sulla carta, alimentata dall'attesa, l'attesa di poter avere "le scarpe giuste". Ho assistito alla presentazione di questo libro, è stato molto piacevole. Rollo si occupa di libri da una vita e fonde le sue capacità letterarie alla passione per le terre alte. Ha un stile ricercato, che a volte mi richiama Erri De Luca.

"Come siamo poveri, quanto poco ci resta del tanto che abbiamo immaginato. Il Limidario, il Monte Elbrus, gli scarponi, la meraviglia di sapere che un giorno avremmo scavallato un passo o toccato una cima. Non ho mai smesso di immaginare. O forse ho smesso, e quell’eruttare di emozioni ha continuato a lasciare sedimenti, sui quali cammino sensibile al crocchiare che fanno sotto le suole."

"Da dove si guarda il cielo? Come si fa a guardare? Che cosa vediamo quando guardiamo?"

mercoledì 17 maggio 2023

Astenersi principianti

Astenersi principianti - Paolo Milone

Paolo Milone è uno psichiatra genovese che si è fatto conoscere nel mondo della scrittura con "L'arte di legare le persone". Ho avuto modo di ascoltarlo durante un festival dedicato alla letteratura, dove il tema era "il corpo", e dove ha presentato il suo libro "astenersi principianti". Milone è un uomo che ha avuto a che fare con le malattie mentali, col distacco dalla realtà e con la morte. Con questo libro centra un obiettivo importante: parlare alla gente della morte. Alleluia. Ho sempre mal sopportato il fatto che le persone schivino questo argomento. Perché non dovremmo parlare della morte se è l'unica cosa certa che ci attende? Come possiamo decidere come vivere se non abbiamo bene presente che stiamo tutti morendo? Paolo Milone decide di dedicare un libro alla vecchia signora, un libro fatto di frasi, poesie, brevi racconti. Parla della morte con delicatezza e trasporto, come qualcosa di sconosciuto ma tangibile, sempre presente nelle nostre vite (come alternativa imminente alla vita stessa). Sono rimasto colpito dalle tante affinità con ciò che penso del tempo e della percezione della realtà. Mi sento meno solo sotto questo punto di vista.

"Voi preferite vivere come se non esistessi: il vostro pensiero sta alla larga da me come il dito sta lontano dalla fiamma. Posso portare via una persona davanti ai vostri occhi e continuerete a far finta di non vedermi. Io per rispetto sono silenziosa, mi muovo piano lungo i muri. Ma voglio ugualmente chiederti: posso venire qualche volta a trovarti sotto il letto?"

"Se la morte è la fine della relazione con l’altro, non è che solitudine. Se la morte è anche la perdita di noi stessi, non è che il nulla. Della morte è questo che in certi giorni ci spaventa, in altri ci consola."

"Ogni giorno abbandoniamo qualcosa di noi come briciole sulla strada. In questo continuo commiato con noi stessi, si spiega perché talvolta ci intristiamo."

mercoledì 10 maggio 2023

L'uomo del labirinto

L'uomo del labirinto - Donato Carrisi

Ebbene sì, Carrisi è riuscito a fregarmi ancora. Mi ha portato giù nel "buio", in un intricato labirinto, fisico e mentale, mi ha fatto vedere una possibile soluzione, poi mi ha pugnalato con un inaspettato colpo di scena. E' un suo marchio di fabbrica, scopre le carte a poco a poco, e quando pensi di avere una buona mano, rimescola il mazzo. Lode a Carrisi!

"Lui è Dio là sotto, e decide se devi stare bene o male, se devi vivere oppure morire. E ti mette alla prova coi suoi giochi."


martedì 2 maggio 2023

Non è un'esercitazione

Il 21 Aprile ho avuto la fortuna, l'onore, il privilegio, di assistere al concerto di Roger Waters a Bologna. E' una tappa del tour "This is not a Drill", nonché l'occasione di salutare tutti e ritirarsi dalle scene. Sarebbe un peccato, perché Roger è un artista immenso e ha tanto da dire. Il tempo però incombe, l'età avanza e nonostante sia un ottantenne in ottima forma, prima o poi è necessario dire basta. Io non so, sarà che ho sempre amato i Pink Floyd, sarà che sostanzialmente mi trovo sempre d'accordo con i pensieri di Waters e le sue prese di posizione, sarà quello che volete, ma io in quelle due ore abbondanti di concerto sono morto e resuscitato almeno quattro volte. Una carica emotiva così non la sentivo da mai. Tutto il concerto è estremamente trascinante, si spazia dai ricordi al tempo che passa, dalla nostalgia alla consapevolezza, dalla rabbia alla rassegnazione. E' un concerto con una forte vena politica. Roger è incazzato con la feccia che governa il mondo, punta al dito contro i presidenti colpevoli di migliaia di morti in guerra, di soprusi e di calpestare i diritti umani in ogni angolo del pianeta in nome del dio denaro. Le immagini che scorrono sopra ai musicisti, in enormi schermi sono parte integrante della performance, sono angoscianti quando toccano la guerra e la povertà, sono sognanti quando riproducono i filmati di The Wall, e sono commoventi quando ripercorrono il passato musicale di Waters nei Pink Floyd e i suoi ricordi più intimi, personali. Un concerto bellissimo anche solo da ascoltare, ma meglio vederlo. Un concerto che a distanza di giorni ancora mi scuote, non riesco a scollarmelo di dosso. Spero veramente di non scordarlo mai.