lunedì 5 settembre 2016

Paradossi temporali

PREDESTINATION. Un film che mi ha stupito. Argomento fantascientifico non banale. Parte piano, si ingarbuglia e alla fine si rivela. Bello il finale che lascia attoniti davanti a ciò che ci sembra impossibile. Ma poi non puoi fare a meno di pensarci e farti delle domande. Lo riguardi volentieri una seconda volta. E ti rifai le stesse domande alle quali probabilmente non sei "programmato" per poter rispondere.
Tratto da un racconto di Heinlein che non sono riuscito a reperire e che mi piacerebbe leggere. Una sorta loop infinito dell'esistenza, con dissertazioni sul libero arbitrio e sul senso del tempo. Non si può dire di più per non rovinare la sorpresa...solo una frase:
"Io lo so, da dove vengo… Ma tutti voi, zombi, da dove venite?"

...pillole di mondo

Una raccolta di pillole di mondo. Storie brevissime, due pagine, pochi minuti. Mai banali. Un libro che ti porti volentieri in giro  e quando devi perdere cinque minuti lo apri, leggi una storia, lo metti via e ne passi altri cinque, di minuti, a rimuginare sul contenuto. Bravo Carofiglio.

martedì 26 luglio 2016

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz.............

Don De Lillo - Rumore Bianco:

Destabilizzante il romanzo di De Lillo, come spesso ti accade leggendo cose sue. Centrato il titolo (che inizialmente doveva essere Panasonic e non White Noise). Ma forse è quest'ultimo il titolo più azzeccato: quel rumore di fondo che copre tutto, quello snervante suono di mancanza di ricezione, il nostro essere avvolti e "coperti" da mille inutili informazioni, il nostro continuo perdere tempo comprando cose e ascoltando tutto e niente. "Inganniamo il tempo" ignorando la certezza di non averne. La morte è fra un attimo.

“Bisogna chiedere a se stessi se tutto ciò che si fa in questa vita avrebbe le stesse caratteristiche di bellezza e significanza senza la consapevolezza che si tende a una linea finale, a un confine, a un limite.”

“Chi morirà prima? Domanda che si presenta di quando in quando, come, per esempio: dove sono le chiavi dell’auto?”

“La gente va in ferie non per riposare o divertirsi o vedere posti nuovi, ma per sfuggire alla morte insita nelle cose di tutti i giorni.”

mercoledì 6 luglio 2016

...il bordo vertiginoso delle cose

"A noi preme solamente il bordo vertiginoso delle cose..."

Un bel libro: ricordi, adolescenza, disillusione, amarezza, passione, delusione, successo, fallimento, viaggio, speranza.

giovedì 16 giugno 2016

giovedì 5 maggio 2016

Spoon River


Scholfield Hurley
(Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River)

Dio! non chiedermi di elencare le tue meraviglie
Ammetto le stelle e i soli
e i mondi innumerevoli.
Ma io ho misurato le loro distanze
e li ho pesati e ho scoperto le loro sostanze.
Ho inventato ali per l'aria,
e chiglie per l'acqua,
e cavalli di ferro per la terra.
Ho esteso la visione che mi hai dato, un milione di volte,
e l'udito che mi hai dato, un milione di volte,
ho valicato lo spazio con la parola,
e preso dall'aria il fuoco per avere luce.
Ho costruito grandi città e perforato colline,
lanciato ponti su acque maestose.
Ho scritto l'Iliade e l'Amleto;
e ho esplorato i tuoi misteri,
e ti ho cercato senza posa,
e ti ho ritrovato dopo averti perso
in ore di stanchezza -
E io ti chiedo:
ti piacerebbe creare un sole
e l'indomani avere i vermi
brulicarti fra le dita?

mercoledì 4 maggio 2016

Spoon River


Eugenia Todd
(Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River)

Qualcuno di voi, viandanti,
ha mai avuto un vecchio dente che era un incessante fastidio,
o un dolore nel fianco che mai realmente l'abbandonava?
O un'escrescenza maligna che aumentava col tempo?
In modo che anche nel torpore più profondo
v'era l'ombrosa coscienza o il fantasma del pensiero
del dente, del fianco, del tumore?
Così anche l'amore contrastato, o l'ambizione sconfitta,
o uno sbaglio nella vita che ha sconvolto l'esistenza
irrimediabilmente sino alla fine,
come un dente, o una fitta nel fianco,
scorreranno nei sogni, nel sonno finale
fino a che libertà perfetta dalla sfera terrestre
giunge a voi come chi si desta
guarito e lieto al mattino.

lunedì 7 marzo 2016

...il tempo non esiste

..."Perché noi percepiamo il tempo? Io fra un po’ devo smettere perché mi è stata data mezz’ora di tempo. Il tempo, per noi, c’è. Non c’è una contraddizione fra il fatto che il tempo non ci sia a livello fondamentale, e noi che percepiamo il tempo. Pensate all’alto e il basso. Noi abbiamo una percezione fondamentale del mondo dove c’è il su e il giù. Sappiamo da Newton, che nell’universo non c’è l’alto e il basso. Gli astronauti che volano fuori dalla Terra, non hanno un alto e un basso. Per loro, tutte le direzioni sono uguali. Quindi, noi sappiamo che a livello fondamentale del mondo, non c’è l’ alto e il basso, ma per noi c’è l’alto e il basso. Però sappiamo come nasce, come emerge l’alto e il basso. Sappiamo che noi siamo sulla Terra, c’è la forza di gravità che ci schiaccia, quindi qui, sulla superficietta sopra la terra, è ben definito l’alto e il basso. Altrove, no. Quindi sappiamo come emerge e in che situazione particolare emerge il concetto di alto e basso, che ci serve nella nostra vita quotidiana. Domanda…  ammettiamo che, al livello fondamentale, il tempo non c’è, l’universo non ha tempo. Domanda: “Come emerge il tempo per noi? Che cos’è questa cosa che noi percepiamo, che è il tempo?” Bene, su questo stanno lavorando alcuni gruppi di ricerca nel mondo, ci sono delle idee, vi voglio parlare dell’idea che, a me, sembra più interessante. Che è questa. [...]"Noi abbiamo un’immagine molto grossolana del mondo. La maggior parte dei dettagli microscopici della realtà non li vediamo. Noi vediamo solo qualcosa. Noi non vediamo il mondo nella sua complessità, lo vediamo molto semplificato. È solo in questa semplificazione, in questa visione approssimativa statistica, che nasce l’ordine dello spazio-tempo e, in particolare, nasce l’ordine del tempo lineare. Io credo che questa nascita riguardi, non tanto il mondo in sé, ma il modo in cui noi vediamo il mondo, il modo in cui noi organizziamo il mondo. Questo vuol dire, quindi, che non è un unico Shiva che danza e che tiene su il mondo, ma siamo noi, nella nostra percezione del mondo che creiamo il tempo che passa. Io penso, alla fine, anche se non ho idee chiare di come, in che modo, che il tempo siamo noi. "
Carlo Rovelli, 2012