giovedì 3 maggio 2018

L'ora del diavolo

Mi è capitata per mano una raccolta di romanzi brevi di Pessoa. Fra questi "L'ora del diavolo", una sorta di monologo su uomo, dei e anti-dei. Molto bello, Pessoa non delude mai.
Un passaggio:
"Non ho mai avuto infanzia, né adolescenza, né quindi età virile a cui arrivare. Sono il negativo assoluto, l'incarnazione del niente. Quello che si desidera e non si può ottenere, quello che si sogna perché non può esistere - in ciò risiede il mio regno nullo e lì poggia il trono che non mi fu dato. Quello che avrei potuto essere, quello che avrei dovuto avere, quello che la Legge o la Sorte non mi hanno dato - l'ho gettato a piene mani nell'anima dell'uomo ed essa si è turbata a sentire la viva vita di ciò che non esiste. Sono l'oblio di tutti i doveri, l'esitazione di tutte le intenzioni. I tristi e gli stanchi della vita, una volta staccatisi da quell'illusione, levano gli occhi verso di me, perché anch'io, e a mio modo, sono la Stella Lucente del Mattino. E' da tanto tempo che lo sono. [...]
L'umanità è pagana. Ma qualche religione l'ha penetrata. E non è nell'animo dell'uomo comune il poter credere alla sopravvivenza di questa stessa anima. L'uomo è un animale che si sveglia, senza sapere dove né perché..
Quando adora gli dei li adora come feticci. La sua religione è una stregoneria. Così è stato, così è e così sarà. Le religioni sono solo ciò che straripa dai misteri del profano e da esso non è inteso, perché, per natura, non può esserlo." (Fernando Pessoa)

venerdì 16 marzo 2018

ZERO K

TUTTI VOGLIONO POSSEDERE LA FINE DEL MONDO.



Io voglio morire e farla finita una volta per tutte. Che senso ha vivere se alla fine non si muore?

Sono una persone che vorrebbe essere me.

La persona è la maschera, il personaggio inventato in questa miscellanea di rappresentazioni sceniche che costituiscono la nostra esistenza.

Cos'è l'io?
Tutto quello che siamo, senza gli altri, senza amici, estranei, amanti, bambini, strade da percorrere, cose da mangiare, specchi dove guardarci. Ma si è davvero qualcuno senza gli altri?

La morte è un'abitudine difficile da spezzare.

L'elemento fondamentale della vita è che essa ha una fine.

Quand'è che una persona diventa un corpo?


My Moleskine
Mi sono sorpreso ad ascoltare. Cercavo di svuotare la mente, di ascoltare e basta. Volevo sentire il rumore oceanico di gente che vive, pensa e parla, miliardi di persone, ovunque, che aspettano treni, marciano in guerra, si leccano via il cibo dalle dita. O semplicemente che sono chi sono. Il brusio del mondo.

L'unico tempo che conosco è quello che sento, è tutto ora. Però non so cosa significa.

A dirci chi siamo sono le cose che dimentichiamo.

E' interessante vedere come ogni volta troviamo nuovi modi per parlare di niente.

giovedì 8 marzo 2018

La festa delle cose

La festa della donna, dell'uomo, dei bambini, degli innamorati, dei nonni, della mamma, del papà, ecc. ecc. servono solo per vendere COSE.
La festa della donna è tutti i giorni, la festa dei bimbi è tutti i giorni, la festa dei nonni, delle mamme, dei papà, degli scapoli, della vita è tutti i giorni. Regaliamo tempo, non cose. Il tempo, quello sì, è la cosa più preziosa che abbiamo.

martedì 30 gennaio 2018

La Montagna Incantata

My Moleskine




















"La malattia rende l'uomo più corporeo. Lo fa tutto corpo."

"...cioè, fin tanto che ci siamo, la morte non c'è, e quando c'è la morte, non ci siamo noi. Pertanto tra noi e la morte non esiste alcun rapporto reale, ed essa è una cosa che non ci riguarda proprio niente..."

(Thomas Mann - La montagna incantata)


mercoledì 24 gennaio 2018

Ho pensato che...

1) Dire a qualcuno "ti auguro di non cambiare mai" è come lanciare una maledizione. E' la cosa più brutta che puoi augurare a una persona.

2) Incontrare una persona e dirgli "ciao, tutto bene?" è deprimente. Lo facciamo tutti. E la cosa più spaventosa è che spesso la risposta si concretizza in un "sì, tutto ok" oppure "certo, e tu?". Ma come cavolo fa ad andare tutto bene? Non sappiamo neanche chi siamo e perché "siamo", spendiamo l'intera giornata a fare cose delle quali non ci frega nulla, non troviamo il tempo di chiederci niente, di pensare, di fare cose che ci fanno stare meglio (o così ci sembra), ma abbiamo il coraggio di rispondere "tutto ok". Capite? Tutto ok cosa?

3) Quando parliamo con qualcuno, purtroppo anche con persone che conosciamo da tempo, che frequentiamo, nove volte su dieci parliamo del meteo. Ci rendiamo conto? Incontriamo un amico che non vediamo da un po' e cosa gli diciamo? "Ciao, oggi c'è freschino eh, più tardi mettono acqua..." e poi una bella ciliegina sulla torta: "tutto bene?".

Tutto bene un cazzo.

venerdì 15 dicembre 2017

vite sospese

Mah... Mi fa uno strano effetto leggere che, secondo molti, il diritto di scegliere se ricevere o meno determinati tipi di cure a fine vita (e incaricare quancuno a far rispettare le nostre scelte) corrisponda a un suicidio assistito. La medicina e la scienza fanno passi impressionanti. Presto avremo cure e attrezzature che permetteranno di tenerci in vita per tempi lunghissimi, anche se incoscienti. Cosa faremo? Resteremo per mezzo secolo come vegetali in un letto, senza la possibilità di comunicare con chiunque, senza la possibilità di dire basta? Dov'è il limite? Cos'è una morte "naturale"? Come avviene? Un giorno hai un malore e ti accasci a terra; nessuno ti vede, in cinque minuti muori. OK, morte naturale, dio approva. Stesso malore (o malattia) ma qualcuno ti vede, chiama i soccorsi. E' tardi ma comunque ti prendono, ti attaccano a qualche tipo di macchinario, ti alimentano artificialmente, fanno qualsiasi cosa la scienza permetta e ti fanno vivere altri 50 anni su un letto, privo di coscienza. I vostri dei approvano?

giovedì 30 novembre 2017

(in)felicità familiare

La passione sfugge prima o poi.
Il bisogno di stare isolati dal mondo, soli con il proprio partner, si affievolisce e scompare.
L'amore rimane, ma è diverso. Non scompare ma si trasforma.
L'amore non è oggettivo, non è di un solo tipo. E' mutevole, è un'onda. Dolce o impetuoso. Pur sempre amore.
La felicità poi... quella non esiste...

Un romanzo breve di Tolstoj che vale la pena di leggere.

martedì 7 novembre 2017

Immagina...



Immaginati mentre ti appoggi alla ferrovia del porto
gettando via la tua ultima sigaretta
Immagina il tuo dito che suona il campanello
Immaginati il teschio e le ossa incrociate sullo zerbino
Immagina te stesso per le strade di Laredo
Immaginati la casba, immaginati il Giappone
Immaginati tuo figlio con il dito sul grilletto
Immaginati una protesi in Afghanistan
Immaginati un tribunale senza una cazzo di legge
Immaginati un bordello senza una cazzo di puttana
Immaginati una latrina senza un cazzo di scarico
Immagina un leader senza un cazzo di cervello
Senza un cazzo di cervello, un cazzo di cervello
Senza un cazzo di cervello, un cazzo di cervello
Senza un cazzo di cervello, un cazzo di cervello
Senza un cazzo di cervello, un cazzo di cervello

Seguimi e fammi un filmino al concerto
con un telefonino in un posto in primissima fila
Segui Miss Universo che prende un po' il sole
Vorrei che tu fossi qui a Guantánamo
Immaginati un sedile su un aereo privato
Immaginati di avere i piedi inchiodati al pavimento
Immaginati un equipaggio evidentemente impazzito
Immagina: niente finestre, niente porte
Incollato a uno schermo nello stato del Nevada
inseguire il sogno è sempre più arduo

Immagina lei che impacchetta un regalo per il matrimonio
Immagina lei che bolle l'acqua per il tè
Immagina i ragazzini che si arrampicano nel sedile posteriore
Immaginati la mia mano che gira la chiave
Oh, immaginati
Immaginati il cane, nel furgoncino davanti
Immaginati un albero sul bordo della strada
Immaginati le mie mani che si fanno sempre più fredde
più fredde, gelide
più fredde, gelide
più fredde, gelide
più fredde, gelide

Seguimi in un posto vicino al fiume
Venduto per i miei reni, venduto per il fegato
Perché così magro, così bisognoso
Non si è mai troppo avidi.
Picture That - Roger Waters

Refuge

"To the bone", il nuovo album di Steven Wilson mi piace. Quando compri un lavoro nuovo di Steven non sai mai cosa aspettarti. In genere non resto deluso. Questa volta strizziamo l'occhio a sonorità un po' retro. Un penetrarsi di chitarre rock e suoni pop anni 80. Non facile da descrivere. Molto bello il pezzo "Pariah" ma, su tutti, questo è il mio brano preferito:

lunedì 6 novembre 2017

Alla ricerca della nostra realtà, a sud del confine e a ovest del sole.

A sud del confine, a ovest del sole.
Murakami Haruki

Molto bello. Grande maestria di Murakami nel traghettare il lettore da una storia dove tutto appare tangibile a una situazione dove il reale e l’onirico si mescolano. La realtà è percezione. Verso la fine del libro ho involontariamente visualizzato alcune scene di film di Lynch che mi sono tornate alla mente: personaggi la cui esistenza viene messa in dubbio ma che, per il solo fatto di essere percepiti, esistono. C’è una sola realtà? Credo di no. C’è la “nostra realtà”, quella in cui accettiamo l’accadere delle cose mescolando nella nostra mente i tanti modi in cui una storia si svolge: come l’ho vista con i miei occhi / come l’hanno vista gli altri / come avrei voluto che andasse / come l’ho sognata / ecc. E tutte queste visioni/interpretazioni del mondo sono ugualmente reali. O forse no.